Sommario esteso n. 30 (maggio/giugno 2011)

 

Editoriale/ Debito estero e sudditanza atlantica: bancarotta o uscire dall’euro e dall’Europa?

       

Tassazione delle rendite finanziarie e piccolo risparmiatore. Una breve disamina della manovra del governo sul settore del risparmio, un salasso per i risparmiatori.

       

Dallo scenario greco al “patto di cartello” italiano. Si analizza sinteticamente l’ennesimo accordo capestro per i lavoratori firmato dalla “Triplice sindacale” con Confindustria. Ulteriori attacchi alle tutele stabilite dal contratto nazionale e dallo Statuto dei lavoratori a beneficio della centralità della “competitività” delle imprese. Si sottolinea come il "Patto" sia anche frutto dei liberticidi diktat monetaristi e neoliberisti dell'Unione Europea, con una manovra/stangata economica "europea" varata da Tremonti a metà luglio, pretesa esplicitamente dall'asse euroatlantico Banca Centrale Europea (BCE) – Fondo Monetario Internazionale (FMI) sotto ricatto dello spauracchio greco («non fare la fine della Grecia») e «rafforzata» in conseguenza degli attacchi speculativi nel nostro paese nei giorni immediatamente precedenti il varo. Si articola, infine, un ragionamento sul perché ed il come le lotte dei lavoratori possano avere reale incidenza investendo politicamente sul tema dell'indipendenza e della sovranità politica, sulla fuoriuscita dall'Unione Europea e dall'euro.

 

       

«Patto per l’euro» o liberazione dall’euro e dall’Unione Europea? Il «Patto per l'euro» varato a fine giugno (2011), «per risolvere la crisi economica e favorire la competitività dell'area», che recepisce le misure stabilite l'11 marzo dai 17 capi di Stato e di governo dell'eurozona, prevede misure durissime per i cittadini dei Paesi in crisi economica, brevemente passate in rassegna. Più Europa sta significando dunque più impoverimento e massacro sociale. Di fronte al quale non può non porsi all’ordine politico del giorno la fuoriuscita dall’euro e dall’Unione Europea.

 

       

Governance europea. Un futuro di lacrimogeni e sangue. Incuranti dei disastri provocati dalle normative europee e dallo smantellamento delle sovranità nazionali e statali, Banca Centrale e Commissione Europea pretendono ancora più Europa, nella fattispecie una serie di misure destinate ad invadere il campo delle competenze dei bilanci nazionali. Si richiamano quindi alcuni aspetti «che dovrebbero spingere a rimettere in discussione, prima che sia troppo tardi, il Leviatano europeo. Mala tempora currunt, sed peiora parantur».

 

 

L’Unione Europea contro l’agricoltura italiana. Uno scritto che focalizza l'attenzione sui perniciosi effetti su agricoltura e salute nazionale derivanti da direttive europee e da un sistema di coltivazione sottoposto alle influenze distruttive dell'industria chimica. Al contempo si forniscono indicazioni alternative per un'agricoltura nazionale finalizzata alla tutela dell'ambiente ed alla promozione della salute come bene comune della collettività.

 

Piazza Fontana quarant'anni dopo: segreti svelati e lezione non ancora tratta (terza ed ultima parte). Strage del 12 dicembre 1969 alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, a Milano. Altre tre bombe esplodono a Roma. Chi gli esecutori ed i mandanti degli attentati? Perché? Prova a rispondere con il suo libro-inchiesta Paolo Cucchiarelli, giornalista dell’ANSA. La "madre di tutte le stragi" costituisce un capitolo (forse nemmeno il primo) dell'Operazione Chaos, nome in codice del piano CIA elaborato nel 1963 ed avallato dall'amministrazione del presidente democratico USA, Johnson, vice e subentrante di Kennedy assassinato: direzione strategica atlantica, cioè amerikana, e ruolo operativo della manovalanza neofascista. L'Operazione Chaos prevedeva una vasta opera di destabilizzazione, centralmente comprensiva anche di stragi indiscriminate, in alcuni paesi alleati/subalterni considerati deboli, per creare caos, diffondere insicurezza, favorire una sterzata a destra, quindi alzare il livello di repressione contro le lotte sociali e politiche, scompaginare l'estrema sinistra, diminuire il consenso popolare verso i partiti antiamericani (guerra Vietnam in corso). Insomma, destabilizzare in apparenza per stabilizzare in sostanza. Nella fattispecie di questa strage, a fungere da cinghia di trasmissione tra committenza e manovalanza, ci sono, oltre ad agenti della CIA, figure significative ed apparati di Stato di questo paese, dal presidente della Repubblica di allora a esponenti di governo, dai servizi segreti a magistrati, eccetera. Il segreto di piazza Fontana ci mostra dunque come servizi segreti, centri operativi militari, gruppi economici e uomini politici sono stati e sono tutt’ora agganciati ad un comando internazionale straniero. In ultima istanza ci dice che abbiamo bisogno di porci l’obiettivo dell’indipendenza nazionale se vogliamo affrontare davvero tutti gli altri nostri problemi.

 

In difesa dei dialetti, della lingua, dell’identità nazionale. Qualche considerazione sulla complementarità e sul rapporto dialettico fra dialetti e lingua nazionale, nonché le rispettive ed arricchenti valenze culturali, formative, emotive.

 

L’europeismo tra ideologia e mistificazioni. Una confutazione delle principali ideologie culturali sostenute dai teorici dell’europeismo, allo scopo di giustificare la fine di fatto degli Stati nazionali sovrani in favore di un agglomerato geopolitico dalle velleità imperiali o subimperiali. Denunciare anche sul piano culturale le mistificazioni e le forzature storiche dell’europeismo consente di cogliere la natura intrinsecamente ingannevole –oltre che profondamente antidemocratica– del progetto europeo e di rilanciare la valenza positiva del concetto di nazione, che questo scritto si occupa pure di depurare da certi falsi pregiudizi. I paragrafi dello scritto: 1) L’europeismo liberale; 2) L’europeismo di derivazione nazi-fascista; 3) L’europeismo “cristiano”; 4) Leggere correttamente la “crisi” degli Stati nazionali; 5) Liberalismo contro democrazia e nazione; 6) Democrazia, socialismo, nazione. Per un nuovo manifesto politico.

 

 

Croce celtica, tra origini storiche e appropriazioni indebite. Volendosi presentare come forza “rivoluzionaria” e “anti sistema”, la destra radicale (nostrana ed internazionale) prova ad appropriarsi della lotta di liberazione nazionale del popolo irlandese. La mistificazione arriva a toccare i simboli, spacciando per croce celtica quella che è in realtà la “croce cerchiata delle SS francesi”, simbolo adottato (non solo) da diversi gruppi del neofascismo italiano, di cui lo scritto tratteggia la storia. «Non si può escludere che qualche militante di destra sia in buona fede quando esprime ammirazione per gli hunger strikers. In questo caso dovrebbe riconoscere che l'antimperialismo, l'amore per la giustizia e la libertà, il rispetto per le lotte di liberazione degli oppressi (di tutti gli oppressi, s'intende) sono incompatibili con le idee totalitarie, autoritarie e gerarchiche (anche quando si dicono "di sinistra", Stalin docet). E quindi incompatibili con il fascismo».

 

Grecia, Italia... «default» o indipendenza? La crisi greca appare funzionale al superamento di certe resistenze e/o ritardi del processo di unificazione europea sponsorizzato da Washington. Che pressa per un'integrazione e centralizzazione della "governance" europea dei bilanci e delle finanze, e quindi economica, per poter disporre delle risorse degli Stati membri e porre fine anche alla loro sovranità economica. Significativo in tal senso è il ruolo delle agenzie di rating, delle banche d’affari e dei fondi d’investimento USA nelle speculazioni sul debito greco, speculazioni che coinvolgono anche l’Italia, determinandone la crescita esorbitante della manovra finanziaria di metà luglio imposta dall’Europa.

 

Tunisia ed Egitto. Cause, origini e prospettive delle rivolte. Le motivazioni delle rivolte in Tunisia ed Egitto (ma anche nello Yemen e nello strategico Bahrein, occupato con il beneplacito occidentale dai militari di Arabia Saudita e Qatar), paesi iperliberisti ferreamente allineati alle direttive principalmente di Washington, non sono equiparabili alle motivazioni delle destabilizzazioni in Libia e in Siria, con formazioni sociali e scenari (geo)politici oggettivamente ben diversi. Richiamate cause ed origini delle rivolte, si provano a descrivere le forze politiche e sociali –interne ed esterne– attivatesi dopo le sollevazioni popolari, e le loro direttrici strategiche. In tale contesto si rileva l’abilità di Washington ha giocare le sue carte in scenari che si erano andati evolvendo non in modo favorevole. «I movimenti sociali di massa in Tunisia ed Egitto allo stato stanno rivelando la forza e al stesso tempo la debolezza dei sollevamenti più o meno spontanei. Da un lato una grande capacità di mobilitare centinaia di migliaia di persone, forse milioni, dall'altro un'incapacità all'assunzione diretta del potere politico e alla trasformazione in realtà delle proprie rivendicazioni, in assenza di un progetto alternativo di società e di un'organizzazione politica, che ad esempio, nelle fattispecie in oggetto, non lasci spazio a soluzioni negoziate fra ceti politici liberali servili, Washington ed élites militari compradore».

 

Libia/ Guerra “fast food” e resistenza patriottica – interessi e poste in gioco geopolitiche di un’aggressione. Le manipolazioni e falsificazioni mediatiche che hanno preparato l'aggressione militare con l'intento di renderla accettabile all'immaginario sociale comune; gli errori strategici di Gheddafi; il servilismo autolesionistico dell’Italia; gli interessi neocoloniali della Francia e le motivazioni strategico-imperiali degli USA alla base del "bombardamento umanitario" della Libia. Questi i punti principali tratteggiati nell’articolo.

 

 

Quanto costa la guerra d’aggressione in Libia? Si tagliano impietosamente le spese sociali, lamentando carenze di fondi, e poi questi fondi, quando si tratta di operare distruzioni ed eccidi per giunta conto terzi, saltano fuori copiosi. Ennesimo esempio dello status politico subalterno e servile di questo paese.

 

Giugno 2010 – Giugno 2011. Un anno di iniziative con “Indipendenza”. Promosse da soli o in collaborazione, per ragioni di spazio ci si limita a ricordare data e tema di alcune di queste iniziative, rinviando –per un loro approfondimento e per la conoscenza di altro– alla "bacheca" del forum della rivista : http://indipendenza.lightbb.com/