Sommario esteso n. 29 (novembre/dicembre 2010)

 

Editoriale: Rivolte sociali e indipendenza / sovranità nazionale

 

In morte di Francesco Cossiga. Sia come ministro degli Interni, presidente del Consiglio e della Repubblica, sia come battitore libero della politica italiana (determinante il suo impegno nella nascita, nel 1998, del governo D’Alema bombardatore della ex Jugoslavia), Francesco Cossiga è stato dell'atlantismo un fedele servitore. Con sagacia e con ogni mezzo necessario. Un breve excursus della sua carriera e del suo lascito politico.

 

L’assalto alla scuola italiana negli ultimi decenni (ultima parte). Non è improprio parlare di Tremonti-Gelmini (ministro dell'Economia e delle Finanze l'uno, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca l'altra). Roberto Renzetti illustra perché i tagli governativi segnano «la fine dell’università e della ricerca pubbliche», premessa per la loro privatizzazione. Lo scritto conclude la serie di articoli dedicati dall'autore all'«assalto alla scuola italiana negli ultimi decenni».

 

1/ Berlinguer-Gelmini. Il filo nero della demolizione della scuola.  La riforma Tremonti-Gelmini, si colloca nel solco avviato dal governo Prodi (centrosinistra) nel 1998, con Luigi Berlinguer all'Istruzione, che iniziò a smantellare la scuola pubblica. Roberto Renzetti richiama in sintesi alcune delle disastrose “innovazioni” apportate dall'allora ministro della pubblica (d)istruzione.

 

2/ Berlinguer-Gelmini. Il filo nero della demolizione della scuola. Per Cataldo Marino la riforma Tremonti-Gelmini «come un nodo scorsoio, chiude il cerchio: da Riccardo Misasi (1970-72), lungo una sfilza di ministri democristiani abituati a secondare la “primarizzazione” di tutte le scuole (1973-98), si arriva al mortificatore massimo degli insegnanti Luigi Berliguer (1998-2000) e poi alle due donne cui egli lascerà il testimone, prima la Moratti (2001-2006) e poi Mariastella Gelmini (2008-2010)». Richiamati alcuni provvedimenti di Berlinguer, l’autore spiega perché la riforma Tremonti-Gelmini sia da considerare «l’ultimo, conclusivo, atto di distruzione della scuola italiana».

 

Alitalia all’aria. Cause e responsabilità. La storica compagnia aerea italiana si avvia ad essere ceduta (ad Air France?) dopo averla ripulita dei debiti accollati alla collettività. Un esempio di scuola per esaminare i disastri economici e sociali generati nel nostro Paese dai processi di privatizzazione e liberalizzazione imposti dall'Unione Europea.

 

Italia in vendita. Federalismo, euroatlantismo, debito e svendita beni pubblici. Atene come Roma in termini di sudditanza, dipendenza, impoverimento sociale. Adesso, in nome del federalismo demaniale, gli Enti locali (innanzitutto i Comuni, ma anche Province e Regioni) potranno richiedere ed ottenere i beni del demanio, a titolo gratuito, con il vincolante obbligo di metterli in (s)vendita e convogliare l'incasso per l'abbattimento del debito pubblico. Nello scritto se ne analizzano ragioni e dinamiche.

 

Da Craxi a Berlusconi. USA contro i "servi furbi” della politica estera italiana (prima parte). I“cesarismo berlusconiano” è al tramonto. Da qui le fibrillazioni dentro e attorno al centrodestra. Una manovra politica per un'ancora più stringente servitù transatlantica. Si entra nel merito richiamando analogie con gli eventi del biennio 1992-93, che portarono al crollo del regime DC-PSI. I paragrafi dello scritto: 1) Le finalità esterne del crollo del regime DC-PSI; 2) Le ambizioni di politica estera di Craxi; 3) Andreotti e Craxi: l’Italia dei «servi furbi». La testimonianza di Luttwak; 4) La fine dell’indulgenza di Washington. L'intelligence USA dietro “Mani Pulite”; 5) La discesa in campo di Berlusconi in politica. Il grottesco gioco di specchi: “ascesa del fascismo” contro “lotta ai comunisti”; 6) Perché Berlusconi è inviso agli USA? L'Italia nel mondo multipolare.

 

Piazza Fontana: segreti svelati e lezione non ancora tratta (seconda parte). Strage del 12 dicembre 1969 alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, a Milano. Altre tre bombe esplodono a Roma. Chi gli esecutori ed i mandanti degli attentati? Perché? Prova a rispondere con il suo libro-inchiesta Paolo Cucchiarelli, giornalista dell’ANSA. La "madre di tutte le stragi" costituisce un capitolo (forse nemmeno il primo) dell'Operazione Chaos, nome in codice del piano CIA elaborato nel 1963 ed avallato dall'amministrazione del presidente democratico USA, Johnson, vice e subentrante di Kennedy assassinato: direzione strategica atlantica, cioè amerikana, e ruolo operativo della manovalanza neofascista. L'Operazione Chaos prevedeva una vasta opera di destabilizzazione, centralmente comprensiva anche di stragi indiscriminate, in alcuni paesi alleati/subalterni considerati deboli, per creare caos, diffondere insicurezza, favorire una sterzata a destra, quindi alzare il livello di repressione contro le lotte sociali e politiche, scompaginare l'estrema sinistra, diminuire il consenso popolare verso i partiti antiamericani (guerra Vietnam in corso). Insomma, destabilizzare in apparenza per stabilizzare in sostanza. Nella fattispecie di questa strage, a fungere da cinghia di trasmissione tra committenza e manovalanza, ci sono, oltre ad agenti della CIA, figure significative ed apparati di Stato di questo paese, dal presidente della Repubblica di allora a esponenti di governo, dai servizi segreti a magistrati, eccetera. Il segreto di piazza Fontana ci dice, prima di tutto, che abbiamo bisogno di porci l’obiettivo dell’indipendenza nazionale se vogliamo affrontare davvero tutti gli altri nostri problemi.

 

Sud Italia/ Cristo si è fermato ancora. A distanza di quasi vent’anni dalla ratifica del Trattato di Maastricht, da “Mani Pulite” e dall’avvio delle riforme neoliberiste all’insegna delle privatizzazioni e della flessibilità del lavoro, è sempre più evidente l’impoverimento della struttura sociale italiana. Nella provincia meridionale questi effetti si sentono da tempo. Per Antonello Mangano l’odierna condizione del Sud Italia fa tornare in mente le dinamiche descritte con lucidità da Levi.

 

Contro fame sociale, cancro e d effetto serra: la prospettiva agroecologica. «Sembra assurdo ma è così. Le responsabilità primarie della fame e dei cambiamenti climatici sono dovute all’agricoltura ed alla zootecnia industriale-commerciale "globalizzata". Queste producono oggi "troppo cibo per poter mangiare tutti" e, nel contempo, consumano le risorse naturali ed economiche dei popoli, inquinando la biosfera con prodotti chimici di sintesi che si accumulano nelle catene alimentari». Giuseppe Altieri effettua una disanima di merito «dell’attuale modello economico-tossicologico» al servizio del «complesso nuclear-petrol-agrochimico-farmaceutico-OGM», proponendo un decalogo di proposte concrete per una agricoltura ecologica finalizzata alla tutela dell’ambiente e della salute individuale e nazionale.

 

1/ Fisco, piccole imprese e mercati internazionali: connessioni e problematiche. Intervista a Eugenio Benetazzo, analista finanziario sul marcio nel mondo della finanza e nei mercati "globalizzati". Questo il dato politico fondamentale: le normative europee, gli effetti della crisi finanziaria made in USA, il dinamismo politico-economico della Cina, il sistema bancario e fiscale italiano (benevoli solamente verso determinate “grandi famiglie”) stanno penalizzando sempre più duramente settori imprenditoriali i quali andrebbero coinvolti in una discussione per rivendicare l'indipendenza dell'Italia e sul come predisporre assetti socialmente più giusti in un'Italia liberata.

 

2/ Fisco, piccole imprese e mercati internazionali: connessioni e problematiche. Il mondo piccolo-medio imprenditoriale, del lavoro autonomo, delle partite IVA, viene solitamente poco o nulla indagato e considerato in una prospettiva di fuoriuscita dai rapporti sociali e di produzione imperialistici (dominio del capitalismo USA e del suo vassallo Unione Europea) ed anche capitalistici, da non isolare ed escludere da raccordi rivendicativi con altri significativi segmenti sociali come, ad esempio, il lavoro dipendente. Questa ci sembra una prospettiva urgente soprattutto alla luce dell'approfondirsi degli effetti negativi scaturenti dalle prescrizioni di Bruxelles, dalle imposizioni neoliberiste di Washington, dall'ascesa della Cina a grande potenza. Si tratta quindi di costruire una prospettiva che incorpori anche le problematiche attraversate da questo mondo in uno scenario e respiro più ampio legato agli interessi nazionali di classe, di una sorta di "Terzo Stato" socialmente variegato e composito di tartassati, sfruttati, precarizzati. L'intervista è a Osvaldo Melon, referente di “Imprese che resistono”, un Comitato Nazionale di imprenditori che si riconoscono nella micro, piccola e media impresa italiana.

 

Intervista a “Indipendenza”. Le ragioni di un progetto politico. «"Senza sovranità effettiva non c'è emancipazione politica e sociale". Un radicale impegno anticapitalista ed antimperialista, che valorizzi, meglio, riabiliti, il concetto di indipendenza nazionale, nel complementare obiettivo della liberazione sociale. È lo scopo che, dal 1986, vogliono raggiungere gli ideatori della rivista di informazione, democrazia, solidarismo, liberazione "Indipendenza". Con loro abbiamo parlato di cosa significa rivendicare l'indipendenza nazionale in un contesto teso sempre più verso un sistema globale, ma abbiamo anche sgomberato il campo dall'accezione negativa che in Italia è data al termine nazionalismo». Questa l’introduzione redazionale del mensile Buco1996 (dell’omonimo Centro Sociale Autogestito di Gioi Cilento) dell’intervista a “Indipendenza” pubblicata in due parti (nn. 9 e 10, rispettivamente del 6 ottobre 2010 e del 6 novembre 2010), che proponiamo ai lettori nella versione inviata.

 

L’idea di comunità: teoria, ambiguità, contaminazioni. L’attuale pervasività del capitalismo in ambito economico e ideologico si fonda certemente sull’egemonia politica e militare degli USA, ma si deve anche all’affermazione sul piano culturale di un individualismo radicale, patrimonio comune di destra, centro, sinistra, almeno nel cosiddetto “Occidente”. È in quest’ottica che negli ultimi decenni da più parti si è insistito sulla necessità di far ricorso al concetto di “comunitarismo” per costruire un’alternativa all’individualismo di matrice liberale. Un concetto però estremamente ambiguo e politicamente inconsistente, e che, laddove sostanziato, si presta a essere declinato in senso organicistico e razzista, riproponendo così l’interpretazione che di esso è stata data tradizionalmente in ambito fascista e neofascista. Un concetto inoltre intrinsecamente agli antipodi dalle idee di nazione e patria su cui si impernia la proposta politico-culuturale di Indipendenza, nonché incompatibile con qualsiasi prospettiva socialista. In questo scritto si prova brevemente a spiegare il perché.

 

Euskal Herria/ L’offensiva politica della sinistra patriottica basca. Lo scorso 5 settembre ETA ha ribadito ufficialmente, in un comunicato, la propria decisione di proseguire con la sospensione delle azioni armate offensive, dando così un ulteriore passo in avanti al processo politico iniziato poco più di un anno fa con la dichiarazione di Altsasu della izquierda abertzale. Nell’articolo si esaminano le reazioni nella politica e nella società basca e spagnola. 

 

Recensione. Giulietto Chiesa, Le carceri segrete della CIA in Europa (Edizioni Piemme, 2007). Claudio Fava, Quei bravi ragazzi (Sperling & Kupfer editori, 2007). I due saggi si occupano della vicenda delle «extraordinary renditions», eufemismo con cui gli USA definiscono i sequestri di persona effettuati dalla CIA per estorcere informazioni. Emergono le responsabilità dei nostri servizi segreti e le coperture bipartisan di centrosinistra e centrodestra.

 

Lettere su: Nicola Zitara, destra e sinistra, FIAT, Wikileaks, "arresti preventivi".