Sommario esteso n. 23 (novembre/dicembre 2007)

 

·                    Editoriale/"Partito Democratico", "Cosa rossa" e riforma elettorale.

·                    Dalla "Casta" alla dipendenza. Il "caso Beppe Grillo". Per gli uni è l'uomo che può concorrere in modo significativo a mettere alle corde la "Casta", i suoi privilegi e i suoi abusi. Per altri è l'espressione di un populismo d'accatto, l'ultima versione dell'"antipolitica" da piazza. Al di là di queste due posizioni, che pure non vengono ignorate, lo scritto mira a contestualizzare il fenomeno esprimendo valutazioni in merito.

 

·                    Il lavoro tradito. Analisi del “protocollo sullo Stato sociale”. Con il voto di fiducia che sostanzialmente conferma il “protocollo sul Welfare” (23 luglio 2007) siglato da governo Prodi e CGIL-CISL-UIL,  il centrosinistra ha ulteriormente ribadito di sostenere la direttrice neoliberista di derivazione statunitense sul lavoro e sulla previdenza, in sostanziale continuità con il centrodestra. Al di là delle misure minimali tanto amplificate dai media, nell'essenza il protocollo conferma il precariato, peggiora la riforma delle pensioni del centrodestra predisponendo tra l'altro il terreno per ulteriori decurtazioni degli assegni pensionistici ed intende implementare quei principi di “welfare to work” o “workfare” di stampo anglosassone, veicolati dall'Unione Europea, per la gestione del processo di precarizzazione del lavoro. I paragrafi dello scritto: 1) Stato sociale ed Unione Europea. La “strategia europea per l’occupazione”. 2) Il consolidamento della “Legge 30”. 3) Lo “scalone dilazionato” del governo Prodi e l’aumento dei contributi. 4) Oltre il neoliberismo del centrodestra. I tagli delle pensioni future. 5) Il Welfare to work della “sinistra”.

 

·                    Genetica imperialista. La guerra biologica degli OGM. Secondo la propaganda delle multinazionali delle “biotecnologie” e degli “scienziati” di riferimento, gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) sarebbero assolutamente “sicuri” ed “affidabili”, non costituirebbero alcun pericolo per la salute ed addirittura salveranno l’umanità dalla fame. In questo scritto si confutano queste ed altre tesi, rilevando le ripercussioni –purtroppo già in atto– degli OGM su salute ed ambiente e le ragioni geostrategiche sottese alla diffusione di tali alimenti. Una minaccia contro cui occorre mobilitarsi. Un primo passo in tal senso possono essere le due leggi di iniziativa popolare sulla sovranità alimentare e per il referendum sugli OGM (www.sovranitalimentare.net/leggipopolari/default.htm).

 

·                    Il cav(i)llo di Troia. Per un no agli OGM senza “tolleranza” e “coesistenza”. In questo articolo l'agroecologo Giuseppe Altieri ribadisce l'importanza della "tollerenza zero" contro gli OGM nell'agricoltura biologica. Un regolamento della Commissione Europea e del Consiglio dei Ministri Agricoli (12 giugno 2007), con il plauso delle multinazionali, mira a permettere dal 1 gennaio 2009 la presenza, senza etichettatura, di OGM nei prodotti biologici «in misura non superiore allo 0,9%», così come negli alimenti convenzionali. Nell'articolo, ribadita l'impossibile coesistenza dell'agricoltura nazionale con gli OGM, si spiegano gli intendimenti inconfessabili delle cosiddette "soglie di tolleranza" e si indicano passaggi programmatici possibili.

 

·                    La fame nel motore. La frode degli agro-carburanti. Propagandati come risposta ai guasti economici ed ambientali dei combustibili di origine fossile, i “biocarburanti” costituiscono in realtà un danno addirittura maggiore per la salute e l’ambiente. Sono la causa principale del rincaro di determinati generi alimentari, il perno di un corposo intreccio tra interessi economici e geo-strategici incardinati a Washington ed in definitiva un’ulteriore minaccia alla sovranità e alla sicurezza alimentare dei popoli. Nell'articolo si opera una disamina di merito.

 

·                    In memoria di L. Tomatis. Sugli intrecci tra "scienza", "medicina" ed "industria". L’ultimo giorno di quest’estate, a 78 anni, a Lione, è morto Lorenzo Tomatis, oncologo di fama mondiale. Le reti mondiali dei movimenti per il diritto alla salute e ad un ambiente pulito si sono riempite di messaggi di cordoglio per un personaggio senza dubbio scomodo per l’establishment del mondo scientifico. Di lui resta l'impegno di una vita per una ricerca ed una medicina sempre e comunque al servizio dell’essere umano, della sua salute e della sua dignità, piuttosto che degli interessi economici delle multinazionali della farmaceutica. Impegno ora nelle mani di chi ne ha condiviso idee ed indirizzi.

 

·                    Per una controstoria del Sud Italia. Questo scritto rappresenta una risistemazione redazionale di parti dell’ultima opera di Nicola Zitara, "L’unità truffaldina". Che il Sud Italia abbia conosciuto momenti di forte vitalità economica e culturale, è noto agli addetti ai lavori, ma taciuto all’opinione pubblica. Tale scritto vuole contribuire ad una riscrittura della storia del Meridione che faccia anche luce sulle conseguenze e sui lasciti indotti dalle tante dominazioni abbattutesi in questa parte d’Italia e che non manchi di denunciare i disastri subiti dall’indirizzo capitalistico e colonialistico impresso da Casa Savoia & Co.

 

·                    Note sul giolittismo, emigrazione e “questione morale”. Rileggere il passato per interpretare meglio il presente: un detto che ben si addice a questo scritto di Nicola Zitara. In particolare l’autore, nel demistificare il «ministro della malavita» (Giovanni Giolitti), non si limita a ricordare come, nell’avviare l’industrializzazione in Italia, determinanti siano state le rimesse degli emigrati. Si rilevano i nessi tra emigrazione, sviluppo capitalistico e (penalizzazione della) questione nazionale e si mette in evidenza come l’espansione della “burocrazia statale” –che farà perno, ieri come oggi, proprio su esponenti del Sud– e la nascita del clientelismo moderno –vero cancro del Meridione– si configurino significativamente proprio durante “l’età giolittiana”. Eventi come lo scandalo del monopolio dei tabacchi (1868) non devono poi essere considerati avvenimenti lontani nella storia. I benefici privati e le penalizzazioni collettive indotte allora dalle speculazioni sui tabacchi, sulle ferrovie, sui beni demaniali ed ecclesiastici, eccetera, gran parte delle quali attuate con la supervisione della finanza estera, non sono tanto dissimili dalle odierne cartolarizzazioni. Lo stesso contesto storico dell’Italia post-unificazione presenta tratti di somiglianza con l’Italia attuale nella dipendenza dalla finanza estera (ieri quella inglese e francese, oggi quella statunitense) e nel dominio interno esercitato da oligarchie parassitarie alla ricerca di cuccagne speculative e di fonti di rendita. Allora come oggi, l’indipendenza nazionale effettiva è tutta ancora da conquistare.

           

·                    Intrecci e strategie del capitale finanziario. Intervista a G. La Grassa. Le parallele vicende dei mancati rimborsi, negli Stati Uniti, dei cosiddetti “mutui sub-prime”, ossia i prestiti concessi alle persone meno abbienti e/o considerate ad alto rischio di insolvenza, con relative ripercussioni in Europa, e la violenta impennata speculativa del prezzo del petrolio non possono non porre l’attenzione sulla crescita del peso della finanza (a dominanza USA) nella vita economica. Una crescita accompagnata da ideologie neoliberiste che mascherano la loro funzionalità al dominio imperialista statunitense inneggiando all’affermazione della “libertà individuale” e dell’“efficienza economica”, presuntivamente basata –questa– sul disimpegno dello Stato nell’economia e sulla centralità dei “mercati”. Pur considerandola senza dubbio tra i responsabili primari del peggioramento globale delle condizioni economiche e sociali di vita, Gianfranco La Grassa mette in guardia dal considerare la finanza una sorta di degenerazione del processo economico o di necrosi parassitaria sul corpo dell’economia reale in via di putrefazione. Partendo da una disamina nel suo complesso dei rapporti sociali dominanti, l’autore individua inscindibili e sovente intricati intrecci tra la sfera finanziaria e le altre sfere sociali principali (quella politica, quella produttiva e quella ideologico-culturale) della struttura capitalista. Gianfranco La Grassa invita dunque ad analizzare caso per caso e fase storica per fase storica il ruolo della finanza per capirne l’effettiva funzione ed il grado di dominanza sociale, escludendo in ogni caso che la speculazione finanziaria ed i crolli di Borsa, anche con i loro drammatici risvolti umani, annuncino lo stadio finale della società capitalistica e costituiscano il preludio per il definitivo disfacimento del sistema.

 

·                    Eurodipendenza. Nella morsa dell’“Europa delle Banche”. Intervista a F. Zampieri. In questa intervista l'economista ed analista finanziario Fabrizio Zampieri partendo dai duri effetti per la popolazione (anche) italiana derivanti dall’introduzione dell’euro, si affrontano questioni come la politica monetaria della Banca Centrale Europea, il processo d’integrazione bancaria europea e la vicenda dei cosiddetti “mutui sub-prime”, ossia i prestiti concessi alle persone meno abbienti e/o considerate ad alto rischio di insolvenza e pertanto, non paradossalmente per la logica dei mercati finanziari, soggetti a commissioni e tassi d’interesse più elevati. La conclusione è che il processo d’integrazione monetaria e finanziaria europea si rivela essere strumento fondamentale delle strategie geo-economiche statunitensi, oltre che responsabile primario del peggioramento delle condizioni economiche e sociali di vita (anche) in questo Paese.

 

·                    Per un rilancio del metodo del materialismo storico. Lo scritto si inscrive in una sorta di prosecuzione / replica allo scritto “Sul comunismo, oltre il comunismo” di Marino Badiale (cfr. “Indipendenza” n. 22).

 

·                    Decrescita 1. Sfide alla modernità / Decrescita 2. Sfide nella modernità. Un confronto sul tema che fa i conti con aspetti di natura teorica, senza dimenticare ricadute politiche e di lotta.

 

·                    Il volto dell’Impero prima dell’11 settembre. Oggi “in Europa” si assiste al consolidamento sempre più pervasivo, in tutti gli ambiti, del dominio imperiale capitalistico made in USA. I poteri legislativo e giudiziario vengono sempre più subordinati ai governi e agli apparati polizieschi e spionistici. Si introducono procedure derogatorie del diritto penale al fine di porre le basi per la criminilizzazione del dissenso da bollare all’occorrenza come “terrorismo”. Uno stravolgimento che si sta configurando non come una “necessità emergenziale” successiva agli attentati dell’11 settembre 2001, ma come la nuova condizione duratura dei diritti dentro l’Impero. Massimo Bontempelli si sofferma in merito, tratteggiando significativi accadimenti di geopolitica e alcuni passaggi giuridici degli ultimi 10-15 anni.

·                        Recensione: Domenico Losurdo, Il Linguaggio dell'impero, Laterza

·                        Lettere su: solidarietà ai magistrati Forleo e De Magistris; lettera aperta al governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi.