Sommario esteso n. 15 (novembre/dicembre 2003):

 

Editoriale 1/ Sui fatti di Nassiriya.

 

Editoriale 2/ Euro ed Unione Europea. Le ragioni di un rifiuto.

 

Il peggiorismo del centrosinistra. L’esempio pensioni. Il centrosinistra al governo appronterebbe una riforma delle pensioni ancor più drastica di quella presentata dal centrodestra. È la tesi di questo scritto che richiama ed analizza dichiarazioni di alcuni dei suoi esponenti di spicco. L’autore mette inoltre in rilievo le decisive pressioni esterne per il varo di una più liberistica riforma in merito, pressioni rivelatrici degli interessi soprattutto del capitale finanziario internazionale a dominanza statunitense, alla ricerca a tutto campo di fonti da cui drenare capitali da spendere nella competizione inter-capitalistica in atto.

 

Dirigismi subalterni in conflitto. Fazio contro Tremonti. Un articolo su ragioni e referenti sociali dietro il conflitto di potere che oppone il Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, al ministro dell’Economia del centrodestra, Giulio Tremonti. Un conflitto che, per esser meglio compreso, va però inquadrato nello scenario di dipendenza finanziaria determinato dalle scelte politiche attuate in particolare dai primi anni Novanta, e volte a trapiantare un modello di “capitalismo di borsa” in cui si evidenzia fattivamente, come dominante, il ruolo di istituzioni finanziarie statunitensi.

 

Sinistra e capitale finanziario. «Oggi viviamo un periodo di quasi totale dominio, almeno nel settore grande-imprenditoriale oligopolistico, del capitale finanziario». In questo articolo Gianfranco La Grassa tratteggia i lineamenti di tale dominio connettendoli allo scenario politico italiano e rilevandone le conseguenze sul tessuto economico-industriale del paese. L’autore è quindi esplicito nell’indicare il centrosinistra come la principale referenza politica di cui ha goduto il capitale finanziario e nell’evidenziare quelle circostanze che mostrano come questa compagine si candidi a riproporre detto ruolo in un suo possibile ritorno al governo.

 

Per un asse culturale nella scuola pubblica italiana. Uno scritto, quello di Massimo Bontempelli, volto ad aprire un dibattito propositivo sui contenuti educativi di fondo che dovrebbe trasmettere la scuola pubblica e nazionale, messa sotto attacco «dal capitalismo globalizzato dei nostri tempi». La critica alle riforme della scuola varate negli ultimi anni –da Berlinguer (centrosinistra) alla Moratti (centrodestra)– necessita di un nucleo centrale («un asse culturale») attorno al quale declinare anche rivendicazioni retributive. I paragrafi dello scritto: 1) L’origine delle SSIS (Scuole di Specializzazione all’Insegnamento Superiore); 2) La funzione delle SSIS; 3) Il cavallo di troia della “terza prova” nell’esame di maturità; 4) Nascita e ragioni di senso del sistema educativo pubblico; 5) La sussunzione della scuola nel produttivismo totalitario capitalista; 6) Le ragioni per una resistenza; 7) Un asse culturale per la scuola elementare; 8) Un asse culturale per la scuola media; 9) Un asse culturale per la scuola superiore.

 

Critica all’antiamericanismo. Note di orientamento. «Si respinge il concetto di “antiamericanismo” per non svilire quello di antimperialismo. Che non è generico e indifferenziato»: è il messaggio di fondo di questo articolo volto a mettere in guardia dalla «mela avvelenata» dell’“antiamericanismo”. L’atto di surrogare il concetto di antimperialismo con quello di antiamericanismo nasce come pratica ideologica dall’alto, soprattutto «nei picchi di crisi che incontra la geopolitica imperialistica degli Stati Uniti». Il concetto di antiamericanismo («improprio e culturalmente un vero e proprio non-senso») va respinto non solo per questo: esso incorpora di fatto aberrazioni concettuali, culturali e politiche, discriminatorie e razziste. E sullo sfondo, inquietantemente, finisce con il solleticare l’artificiale costruzione ideologica di alcuni fautori di un’altra Grande Narrazione senza anima storica, culturale, linguistica, filosofica, sociale: l’Europa. L’antiamericanismo per costoro diviene impasto ideologico per un blocco geopolitico di potenza e di dominio, concorrenziale a quello incastonato sugli Stati Uniti. Lo scritto si muove comunque nelle retrovie teorico/concettuali dei fondamenti e delle evocazioni scaturenti dall’ideologia antiamericanista, ricercandone i nodi essenziali e generali.

 

Destino storico del marxismo, principio comunitario, principio nazionalitario. Un intervento, quello di Costanzo Preve, finalizzato ad esplicitare la propria interpretazione dei princìpi comunista, comunitario («per me … un riposizionamento filosofico di 180 gradi, contro Hobbes e per Aristotele») e nazionalitario. Princìpi che, secondo l’autore, «sarebbe scorretto sovrapporre, mescolare e confondere (…) quantunque, pur nella loro diversità, i tre princìpi convergono verso un punto ideale (…) una nuova e convincente teoria della riproduzione generale dei rapporti capitalistici di produzione e della possibilità di resistere ad essi». Strutturato in dodici paragrafi.

 

Il rumore come indice della pervasività capitalistica. Secondo Massimo Bontempelli non è possibile opporsi efficacemente al capitalismo senza comprensione delle dinamiche attraverso cui questi condiziona persino certi modi attuali di vivere. Il problema viene filtrato attraverso l’esempio del rumore. I paragrafi dello scritto: 1) Sussunzione reale al capitale nell’agire quotidiano; 2) Un esempio di invasività non percepita: il rumore; 3) La funzionalità del frastuono ininterrotto nella riproduzione capitalistica; 4) Il diritto al silenzio. Una forma di resistenza; 5) Personalità sussunte nel capitalismo.

 

Irlanda del Nord/ Un voto di incognite. Una panoramica sullo scenario nordirlandese prima e dopo le elezioni legislative dello scorso 26 novembre, che hanno sconvolto assetti politici apparentemente consolidati. Il successo delle componenti più radicali tra loro contrapposte –i nazionalisti repubblicani dello Sinn Fèin e gli oltranzisti unionisti del DUP (Democratic Ulster Party)– pone delle incognite e disegna un futuro quanto mai incerto. Nella disamina del voto e di come si è prodotto, ci sono elementi che con molta probabilità peseranno nel concorrere a determinare gli sviluppi innanzitutto politici dei prossimi mesi. Sullo sfondo c’è timore da parte degli occupanti britannici: Londra guarda a scenari imperiali globali e teme di ritrovarsi impantanata nei troubles della sua colonia d’Irlanda.

 

Palestina/ Abbattere il Muro dell’Apartheid. «Denominata con un geniale eufemismo massmediatico “barriera di sicurezza”», la costruzione del Muro dentro i confini della Cisgiordania esistenti prima della guerra del 1967 costituisce un ulteriore capitolo della politica genocida di occupazione ed espansione perseguita indistintamente dalle versioni di destra e di sinistra del sionismo. In questo articolo si ripercorrono alcune tappe di tale politica e si descrivono gli effetti che la costruzione del Muro avrà sulle condizioni di vita dei palestinesi.

 

Brasile/ Epilogo sinistro di Lula. Uno sguardo su politica e misure varate dal presidente brasiliano Lula, eletto a proprio idolo da ampi settori della sinistra anche di casa nostra. Una politica improntata a quel “liberismo di Stato«che ha portato al disastro tutto il continente sudamericano (…) e i vari Stati ad essere letteralmente ipotecati dagli Stati Uniti e dai suoi “bracci finanziari” Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale».

 

Notizie da: Afghanistan, Bolivia, Brasile, Bulgaria, Cina, Corsica, Euskal Herria, Iraq, Italia, Sardegna, Spagna, Stati Uniti, Venezuela.

 

Lettere: Tricolore (anti)imperialista?; La rivolta degli schiavi; Sull’interventismo umanitario nella ex Jugoslavia; Consorterie di classe e mungiture sociali; Servitù nucleari a La Maddalena; (inter)nazionalitarismo.

Alla prima lettera si accompagnano riflessioni redazionali.