Sommario esteso n. 12 (giugno/luglio 2002):

 

Editoriale/ Diktat ‘europei’, conflittualità sociale, ipocrisia ‘patriottica’

                     

Cartolarizzazioni di Stato – ovvero la speculazione privata su proprietà collettive

Una tecnica finanziaria made in USA. Introdotta con molta discrezione dal centrosinistra, è rilanciata dal centrodestra. Al fine di rastrellare capitali –necessari anche per adempiere gli obblighi europei– si cedono attività finanziarie (ad esempio un credito, ma non solo), attività reali (come un immobile) financo sono dati in pegno o in usufrutto od anche venduti beni culturali, di interesse storico ed artistico, o ambientali. L’articolo tratteggia modalità e prospettive di un provvedimento inquietante e penalizzante la collettività.

 

Il sindacato ‘concertativo’. "Libro bianco" e art. 18

Una messa a punto dello stato delle cose nel mondo del lavoro, all’insegna di una continuità operativa, nelle politiche di merito, tra centrosinistra e centrodestra. A partire dallo sciopero generale del 16 aprile scorso, alcune considerazioni sul ruolo del sindacato concertativo, sul significato del Libro bianco –attribuito a Maroni, in realtà elaborato dai consulenti del precedente ministro del Lavoro, di centrosinistra, Treu–, notazioni sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, una disamina dei punti che istituzionalizzano ulteriormente la precarietà, riflessioni sul sindacato del Duemila con alcune conclusioni (provvisorie) propositive.

 

Culture e diritti. Differenze e multiculturalismo

Stante il rigetto per misure di polizia –ingiuste prima ancora che inefficaci– a fronte dei fenomeni migratori, si articola un punto di vista teorico sul tema. Non convincono né l’astratta valorizzazione delle differenze (che sovente sottende una concezione statica e separata delle culture e spesso si accompagna alla messa in subordine dei diritti sociali e civili), né la ricetta multiculturalista (che vorrebbe subordinare cultura a diritti, ma alla fine nega culture ed avalla la precarietà dei diritti). Se entrambi questi approcci finiscono con il risultare –per come vengono propugnati e nelle loro applicazioni effettive– proiezioni dell’essenza della società americana, funzionali e interni alla direttrice impressa dall’imperialismo dominante, i loro limiti non devono rimuovere il fatto che originano da validi fondamenti, assolutamente da valorizzare in una ben diversa prospettiva che passa attraverso una loro ridefinizione radicale e relativa (reciproca) interferenza dialettica.

 

Note critiche alla "Bossi-Fini" sull’immigrazione

Si sottopongono a critica radicale i principali stereotipi in tema di immigrazione: l’effettiva opzione (socio-economica) strategica –l’immigrato come risorsa– ed il suo supporto tattico ideologico –l’artificiosa distinzione tra immigrato regolare e immigrato clandestino–. La critica ai nodi principali della "Bossi-Fini" non dimentica che il suo asse di fondo s’inserisce nel solco tracciato proprio dalla precedente normativa di centrosinistra, la cosiddetta "Turco-Napolitano".

 

Genesi ed attualità del fenomeno degli intellettuali

Di fronte ad alcuni episodi concernenti un certo ritorno di una sorta di protagonismo degli intellettuali, sia a livello storicamente serio (la denuncia della globalizzazione, della guerra e dell'arroganza imperiale americana da parte di Noam Chomsky, José Saramago ed altri), sia a livello storicamente e politicamente grottesco (Nanni Moretti, girotondari e anti-berlusconiani, ecc.), Costanzo Preve ritiene opportuno riproporre una riflessione più generale sul "fenomeno degli intellettuali". I paragrafi dello scritto: 1) Gli intellettuali, l'Illuminismo ed il mito della presunta "organicità" alla Borghesia; 2) Il mito marxista dell'intellettuale organico del proletariato, figlio dell'incantesimo dell'analogia storica; 3) La concezione dell'intellettuale libero da legami classistici al servizio dell'intera umanità; 4) Gli intellettuali e la denuncia degli effetti umani e sociali della cosiddetta globalizzazione; 5) Il protagonismo anti-berlusconiano degli intellettuali italiani della primavera del 2002; 6) Osservazioni conclusive.

 

Capitalismo ‘italiano’ ed unificazione europea

Il processo d’unificazione europea, oltre ad aver posto le premesse per la demolizione dello Stato sociale, ha comportato, in Italia, la fine del capitalismo monopolistico di Stato e l’americanizzazione del sistema finanziario. Si sono strette ulteriormente le maglie della dipendenza dagli interessi statunitensi: infatti, seppur in uno scenario ‘di fase’ diverso, l’odierno processo d’unificazione europea prosegue nel solco tracciato dai molto interessati ‘aiuti’ del Piano Marshall del dopoguerra e dall’istituzione del Mercato Comune Europeo. Nell’articolo se ne circostanziano i passaggi più significativi.

 

Genova (per noi) un anno dopo

Una circostanziata informazione su cos’è il "CS" ed una denuncia degli effetti di questo gas tossico, presente nei lacrimogeni usati a Genova in quantità industriale.

 

La lira degli intrallazzi (I^ parte)

Uno studio circostanziato che l’autore –Nicola Zitara– svolge ripercorrendo la funzione svolta nel Sud Italia dalla lira, "strumento mistificatorio con cui il sistema padano realizzò il drenaggio delle risorse disponibili nel Meridione conquistato, determinando il completo annichilimento delle sue capacità produttive, l’impaludamento di contrasti sociali vecchi ormai di un secolo e lo squinternamento della morale pubblica, che già faceva acqua da più parti". Una interessante analisi a dimostrazione di come la moneta, ogni moneta, non sia mai uno strumento neutro, ma il riflesso di un rapporto di forza che si esplica in quello di scambio. Tanto più ‘illuminante’ con l’introduzione/imposizione dell’euro.

 

Europa: dalla mistificazione al dogma

Europa: "una parola passe-partout che si vorrebbe far passare come una certezza, almeno come dato di fondo, in realtà un colossale luogo comune, privo di fondamenta certe. Un’approssimazione culturale-territoriale a una ‘idea’ di "civiltà" divenuta dogmatica e posta paradossalmente oltre il tempo e lo spazio". Se ne demistifica il senso, ripercorrendo la storia di questa parola e dei suoi significati.

 

Americanizzazione giuridica in Europa

Nel processo di costruzione dell’ordinamento giuridico comunitario dell’Unione Europea sono in gioco modi di vita, tradizioni, culture, indipendenze, nonché un pezzo importante della sovranità. Un sistema di regole che non casualmente si accompagna all’importazione acritica di schemi socioeconomici ed organizzativi tipici del mondo anglosassone. C’è chi paventa più danni che vantaggi in contesti culturali e sociali profondamente diversi come quello italiano ed ‘europeo’ in generale. Se ne parla con Paolo Maddalena, esperto di diritto romano.

 

La religione tra individuo e società

Un contributo di chiarezza metodologica –questo l’intento dell’autore– sul tema dei rapporti fra il fenomeno religioso, l’individuo moderno e la società contemporanea, tra i più trattati dalla saggistica e dalle scienze sociali. I paragrafi dello scritto: 1) L’approccio tradizionale al tema della religione: vera o falsa?; 2) La religione, unità dialettica di significato di senso per l'individuo e di identità per la comunità; 3) La tradizione marxista e la concezione riduttivistica della religione: ateismo e messianesimo rivoluzionario; 4) L'individuo moderno ed il suo rapporto con la religione e con la filosofia; 5) La religione e le identità comunitarie oggi; 6) Osservazioni conclusive.

 

Euskal Herria/ Madrid: "Illegalizzare l’indipendentismo basco"

Si sta consumando l’operazione di illegalizzazione di Batasuna, referente –indipendentista e socialista– di un insieme di organizzazioni che compongono la sinistra abertzale (patriottica). Una forza politica di tutto rispetto, la seconda sul territorio basco, con oltre 250.000 voti su un totale di 2 milioni di aventi diritto, con attualmente circa 1000 eletti tra consiglieri, sindaci, parlamentari (uno anche al parlamento europeo). Quanto sta accadendo in Euskal Herria –con l’avallo sostanziale dell’Unione Europea e buona pace degli sbandierati princìpi del diritto dei popoli all’autodeterminazione– qualifica la natura e l’attitudine politica del governo spagnolo. La questione basca si rivela anche come utile filtro per meglio prendere coscienza sulla natura sedicente democratica dell’Unione Europea.

 

Irlanda del Nord/ Lealismo e ‘Guerra Sporca’ – i nodi dell’applicazione dell’"Accordo del Venerdì Santo"

Uno sguardo al campo unionista-lealista ed ai legami tra le sue frange paramilitari e gli apparati di repressione britannici, sullo sfondo del cosiddetto ‘processo di pace’ dalle prospettive quanto mai incerte. "Quel che è certo, è che la valenza della causa repubblicana ha ricadute che vanno ben oltre la verde isola d’Irlanda".

 

Lettere (Europa, democrazia e questione nazionale; Europa e americanizzazione giuridica; Piroette sinistre sull’art. 18; P.R.C. e New Global: l’estrema sinistra dell’Impero; Sull’antiamericanismo di estrema destra; Sui fatti repressivi di Napoli - marzo 2001; 1/ Irritazione ‘padana’; 2/ Irritazione ‘padana’; Le paure di "Indipendenza"). Ad alcune si accompagnano riflessioni redazionali.