Sommario esteso
n. 11 (gennaio/febbraio 2002):
Editoriale/ Vincoli di sudditanza, ragioni per l’indipendenza
La politica estera funge sempre da
cerniera –riflettendoli– con gli assetti e gli indirizzi complessivi di
politica interna. Anche gli intendimenti ed i più significativi provvedimenti
del governo Berlusconi rispondono a questo dato di fatto. Se ne tratteggiano, a
grandi linee, i nodi essenziali, le interrelazioni e gli effetti. Senza nulla
concedere al suo antagonista formale, il centrosinistra (intorno a cui
gravitazionalmente ruota anche Rifondazione), che diverge non in termini
sostanziali e strutturali, ma per meno nobili interessi di bottega,
frastagliati peraltro all’interno stesso dei due Poli.
"Caso Ruggiero" e ‘partito dei giudici’
Dalle apparentemente poco motivate
dimissioni del ministro degli esteri del governo Berlusconi alla più
sostanziale conflittualità interimprenditoriale sul "come" stare in
Europa e ‘competere’ nello scenario capitalistico globalizzato. Conflittualità
cui partecipa, tutt’altro che irrilevante e quantunque non compatta al suo
interno, anche la "magistratura" o pezzi significativi di essa. Un
uso politico/giudiziario della giustizia, che è in tutta evidenza espressione
della lotta politica con altri mezzi.
Dal Patto di stabilità europeo al ‘federalismo’
La fascinazione ‘federalista’
viene sfrondata delle sue fumisterie verbali, contestualizzata in una vera e
propria colonizzazione giuridica in atto ("sotto la parola federalismo, si
nasconde la ricerca della veste giuridico-istituzionale meglio confacente
all’osservanza dei vincoli del Patto di stabilità e al recepimento delle
direttive neoliberiste che dipartono da Bruxelles, ma il cui vero centro
d’irradiazione è Washington") ed analizzata nelle sue modalità attuative a
tratteggiare gli interessi reali in gioco.
Annotazioni post-genovesi
Dall’annunciata
"battaglia-kermesse" anti-G8 di Genova alle responsabilità della
direzione politica del GSF, dalle responsabilità di governo e di Stato (binomio
non coincidente) a note di dissenso su alcune idee-forza dei no (new?) global.
Globalizzazione e marxismo
La tesi di fondo è che "senza
una vera elaborazione critica della controversa e contraddittoria eredità del
marxismo teorico e del comunismo politico non si potrà costruire una nuova
teoria politica, economica e filosofica credibile. Ogni fuga in avanti nel mero
solidarismo moralistico ritarda soltanto colpevolmente questa necessità (…).
Troppe elaborazioni e troppi bilanci sono infatti di tipo puramente cronachistico
e giustificazionistico, e danno così luogo ad un continuismo dogmatico inutile,
al puro servizio del mantenimento di un'identità e di un'appartenenza del tutto
sorpassate (…)". I paragrafi dello scritto: 1) La globalizzazione
capitalistica contemporanea ed i tre nuovi elementi fondamentali che la
accompagnano; 2) La depressione progettuale dei rivoluzionari, la fuga in
avanti moralistico-religiosa e le tre sue dimensioni attuali; 3) La teoria
originale di Marx della capacità storica anticapitalistica globale della classe
operaia e proletaria; 4) La trasformazione dell'originaria ipotesi scientifica
di Marx in una pseudo-scienza ed in una quasi-religione; 5) I limiti della
teoria politica del marxismo; 6) I limiti della teoria etica del marxismo; 7) I
limiti della teoria filosofica del marxismo; 8) Un bilancio di superamento
razionale contro la rimozione e l'abbandono; 9) In breve conclusione.
Sud Italia: colonialismo interno e classi ‘dominanti’
Una disamina sul ceto politico
prodotto dal colonialismo interno, sulla natura e la trasformazione delle
classi ‘dominanti’ nel Sud Italia –la cosiddetta "mafia bianca"–
esaminate nella loro composizione, nelle loro modalità di gestione della cosa
pubblica, nei loro rapporti con la mafia tradizionale. Se ne parla con Nicola
Zitara.
Stretto di Messina: un ponte fra i due "Poli"
Un esempio di "grande
opera" e di continuismo trasversale e strutturale degli interessi
capitalistici "che contano" tra i due Poli di centrodestra e
centrosinistra.
Dal Welfare State al ‘keynesismo
militare’
Analisi dello scenario
imperialista, critica dell’economicismo marxista e tratteggiamento degli
intrecci strategici delle classi dominanti, oltre la mistificante disputa
intorno a neoliberismo e neokeynesismo. L’attuale fase, da alcuni definita
"keynesismo militare", non ha nulla a che vedere con la politica di
Welfare, affermatasi nei paesi capitalistici avanzati non centrali (assai più
che negli Stati Uniti), ed ora in via di superamento.
Scienza, filosofia, verità, prospettiva
Sullo sfondo, sostiene l’autore
dello scritto (Costanzo Preve), la necessità di "un più ampio orizzonte
culturale e filosofico" nel quale "il programma politico e culturale
della rivista" trovi "motivazione, prospettiva e credibilità".
Nello specifico, la prosecuzione del dibattito con particolare attenzione al
testo di G. La Grassa (Riflessioni sul
testo di Preve, rintracciabile in www.rivistaindipendenza.org)
e al "testo programmatico" Diciamoci la verità" (AAVV, Edit.
CRT, Pistoia, 2001). I paragrafi dello scritto: 1) Sulla grandezza e sulla
miseria della scienza moderna; 2) Sulla grandezza e sulla miseria della
filosofia contemporanea; 3) Sulla comune grandezza della ricerca scientifica e
della pratica filosofica; 4) La centralità della filosofia nella opposizione al
capitalismo; 5) Un insieme di problemi aperti alla discussione.
L’equivoco illusorio dell’ONU
Viene demistificata l’immagine
delle Nazioni Unite come organismo "dei popoli", al di sopra delle
parti nelle relazioni internazionali, ripercorrendo sinteticamente le tappe
storiche del suo agire e analizzando criticamente le varie proposte di riforma.
All’illusione di poter imporre cambiamenti a chi ne detiene il controllo
politico, si accompagna il paradosso di una effettiva, impercettibile,
giuridica trasformazione dell’ONU, in sintonia, però con chi sta alla regìa
dello scacchiere imperialista unipolare: gli Stati Uniti. Se ne illustrano
fattivamente le modalità trasformative in atto.
Afghanistan1/ Orientamenti preliminari dentro il conflitto
Si affrontano i principali
"luogocomunismi" che tengono
banco sui fatti dell’11 settembre scorso: dall’ambigua e sempre strumentale
nozione di "terrorismo", all’enfatizzazione psicotica
sull’onniscienza ed onnipotenza della CIA (enfatizzazione pericolosa che
rafforza la CIA reale perché, alla fin fine, vanifica ogni possibile
r/esistenza radicalmente ‘altra’), alla presunta funzione di subalternità
all’imperialismo USA del cosiddetto fondamentalismo islamico. Passaggi
preliminari a nostro avviso necessari, per poter entrare nel merito delle
ragioni reali e delle prospettive poste in questa fase dagli Stati Uniti.
Afghanistan2/ Scenari strategici di inizio millennio
Ci si sofferma sulle finalità
geopolitiche e sui relativi interessi militar/imprenditoriali dell’aggressione
statunitense in Asia centrale, con un primo bilancio delle risultanze (luci ed
ombre) e dello scenario più credibile che si è aperto.
Corsica/ La crisi degli Accordi
I nazionalisti sospendono il
proprio sostegno al cosiddetto processo di Matignon. Se ne spiegano le ragioni,
in un contesto di provocazioni, alla vigilia delle presidenziali francesi.
Questionando… (Neoborbonici, Stato sudico e colonialismo interno;
Appunti critici su religione e non-violenza). Si accompagnano riflessioni
redazionali.
Lettere (Stati Uniti e guerra di civiltà; Il ritorno dell’emiro
dell’Afganistan; Il mio dissenso sul Risorgimento; Lavoro, volontariato,
liberazione; Cosa penso di "Indipendenza"; In memoria di Barry Horne;
Dal Texas alla Basilicata: ecocidio petrolifero; Legge truffa
sull’imprenditoria giovanile: la mia esperienza). Ad alcune si accompagnano
riflessioni redazionali.