Colpire Udalbiltza vuol dire colpire il popolo basco

 

C’è «uno smisurato interesse politico», senza fondamento giuridico, dietro l’accanimento giudiziario contro l’istituzione nazionale di Udalbiltza. Lo sostengono i rappresentanti di Udalbiltza, organismo assembleare costituito nel 1999 e formato da centinaia e centinaia di eletti, consiglieri e sindaci, di diverse formazioni politiche basche. Molteplici ordinanze –dagli arresti all’iter di illegalizzazione– stanno fattivamente mirando a disarticolarlo. Udalbiltzacome è stato ribadito il 4 settembre, in conferenza stampa, a Bilbao (Bilbo in euskara, la lingua basca)– chiede al governo di José Luis Rodríguez Zapatero l’applicazione di «principi democratici» nelle relazioni tra Stato ed Euskal Herria. Via via, infatti, con pretestuose argomentazioni, suoi membri vengono accusati di «appartenenza a banda armata», cioè a E.T.A. (Euskadi Ta Askatasuna, Patria Basca e Libertà). Un’accusa che «la Giustizia spagnola muove con estrema facilità» e che «è molto grave» perché «si paga con anni di carcere», ha ricordato la sindaca di Amoroto, Maribi Ugarteburu, nel corso della suddetta conferenza. Ugarteburu ha aggiunto che l’operazione contro Udalbiltza si inscrive «in un contesto politico più ampio» che, per i vertici dello Stato spagnolo, consiste nel «far sparire Euskal Herria come progetto politico»: «…ogni persona, movimento popolare o istituzione che si è impegnata a lavorare in favore della costruzione nazionale di Euskal Herria, negli ultimi anni ha sofferto questo tipo di attacchi (…). Dal 1998, centinaia di persone sono state accusate, dalla Audiencia Nacional spagnola, di far parte di ETA per aver lavorato in movimenti popolari, in movimenti giovanili, in organi di comunicazione, per sostenere i diritti dei prigionieri o per lavorare in favore della lingua basca (l’euskara, ndr). (…). Si criminalizza il concetto di costruzione nazionale», ha rilevato. Quindi ha richiamato un elementare principio: «qualunque idea o progetto politico ha legittimità per essere sviluppato ed espresso. È una condizione democratica di base». Eppure «numerose iniziative che Euskal Herria ha sviluppato per autoorganizzarsi sono state perseguitate». Da tempo, nel mirino, c’è anche Udalbiltza.

 

Come uscirne? Ugarteburu parte da una constatazione: «Tutti i popoli, e pertanto anche Euskal Herria, hanno tutto il diritto e la legittimità di creare e sviluppare le proprie fondamenta sociali, culturali, politiche e istituzionali, senza dover per questo subire alcun tipo di persecuzione (…). Lavorare dentro Udalbiltza non è un delitto, ma un diritto legittimo che assolve, inoltre, ad una funzione politica». Quindi avverte che «la via giudiziaria non è quella adeguata per dare soluzione al conflitto politico che vive Euskal Herria»: «la strada più efficace è dare la parola a tutti gli attori politici». Che i Paesi Baschi, nella loro interezza territoriale, possano quindi esprimersi sul proprio futuro!

 

Indipendenza

6 settembre 2004

 

 

In redazione è giunta, dall’Aivd, la richiesta di diffondere il comunicato che segue.

Riteniamo sia il minimo che si possa fare, per ragioni di solidarietà e fraternità politica.

 

Dichiarazione dell’Associazione Internazionale Diaspora Basca (AIVD)

di fronte ad un nuovo attacco portato a Udalbiltza,

unica istituzione nazionale di Euskal Herria:

 

L’Associazione Internazionale Diaspora Basca, AIVD, collettivo indipendente presente in più di venti paesi d’Europa, d’America e d’Oceania, denuncia pubblicamente il nuovo attacco dello Stato spagnolo contro Udalbiltza, Assemblea degli Eletti Municipali di Euskal Herria, unica istituzione
nazionale che integra tutti i baschi.

 

Dopo la detenzione abusiva di diversi suoi membri, alcuni sempre in prigione –dopo essere stati selvaggiamente torturati dalla Guardia Civile come nel caso di Xabier Alegria– dopo la chiusura dei suoi uffici ed il blocco dei suoi conti bancari, il Governo spagnolo presieduto attualmente da José Luis Rodriguez Zapatero e la sua fedele Audiencia Nacional (ereditiera diretta del Tribunale d’Ordine Pubblico di ispirazione franchista) hanno portato –il 1° e il 2 settembre– sui banchi del giudice Baltasar Garzòn (persecutore abituale dei baschi indipendentisti) undici persone legate a Udalbiltza.

Vogliamo sottolineare che Udalbiltza è un organismo nato dalla volontà popolare e democratica del popolo basco espressa nelle urne poiché integra gli eletti delle elezioni municipali. Inoltre Udalbiltza, in quanto organismo nazionale di raccolta, lavora nel campo della cultura e dello sviluppo di Euskal Herria, non è legato ad alcuna forma di violenza ed è il ponte della solidarietà con la Diaspora basca che comprende milioni di cittadini in tutto il mondo.


Dai nostri rispettivi paesi, vogliamo far sapere che si tratta di un passo supplementare nella strategia repressiva dello Stato spagnolo contro il popolo basco che crede così di schiacciare nelle sue legittime rivendicazioni di sovranità, di democrazia e di pace. Tuttavia i promotori di questa politica di annientamento contro Euskal Herria sbagliano ancora, perché la lunga e dolorosa storia del nostro popolo mostra che il conflitto politico avrà solo una soluzione politica, basata sul dialogo senza condizioni e sul rispetto della volontà dei baschi.


Così facciamo conoscere la nostra solidarietà a tutti ed a ciascuno dei membri di Udalbiltza che, giorno dopo giorno, lavorano per la costruzione nazionale del nostro paese. Dai nostri rispettivi paesi di nascita e di residenza, inviamo loro un caloroso abbraccio e gli ricordiamo che la loro
lotta è anche la nostra.


Invitiamo sin da subito l’opinione pubblica internazionale a mostrare la propria solidarietà con i baschi perseguiti perché difendono il diritto all’autodeterminazione del loro territorio, occupato illegittimamente dagli Stati francese e spagnolo che negano l’esistenza di Euskal Herria ed utilizzano tutte le loro forze per criminalizzare e proscrivere quelli che operano pacificamente alla costruzione nazionale di Euskal Herria.

 

 

AIDV (Associazione Internazionale Diaspora Basca) – Germania, Argentina,  Australia, Belgio, Bolivia, Brasile, Castiglia, Catalogna, Colombia, Cile, Danimarca, Ecuador, Stato spagnolo, Stato francese, Gran Bretagna, Messico, Perù, Porto Rico, Svezia, Svizzera, Uruguay, USA, Venezuela

 

P.S. Come indirizzo di riferimento : advsolidaria@mixmail.com