“IL GRIDO DEGLI ESCLUSI”

 

di Carlo Uras

email: carlouras@yahoo.com                          

           vashyva@gmail.com

“La terra c’è, è la , la metà immensa di un Paese immenso,

ma questa gente non può entrarvi per lavorare, per vivere

della semplice dignità che il lavoro conferisce, perché voracissimi

discendenti di coloro che per primi dissero “questo spazio è mio”

e trovarono gente sufficientemente ingenua da credere

che bastasse averlo detto, quegli uomini hanno circondato la terra

di leggi che li proteggono, di poliziotti che li custodiscono,

di governi che li rappresentano e di pistoleri

assoldati e pagati per ammazzare”

(J.Saramango)

 

 

     Il Brasile è un paese grande e ricco di risorse naturali. E’ quindici volte più grande della Francia. Nel territorio brasiliano è presente la maggior proporzione di acqua dolce del mondo, la più ricca biodiversità e la maggiore quantità e diversità di minerali del mondo. Allo stesso tempo è un Paese povero, un paese dell’abbondanza che produce soprattutto miseria, considerato che la maggior parte della sua popolazione vive in condizioni di estrema povertà.

Le cause vanno ricercate, innanzi tutto, nella storia coloniale di questo paese. Prima che noi europei portassimo il “progresso” nel Nuovo Mondo, gli indigeni vivevano in questa terra in armonia con la natura e non soffrivano di povertà e di fame. Esistevano circa 900 popolazioni indigene, per un totale stimato approssimativamente in 6 milioni di persone in tutto il territorio oggi chiamato Brasile. Le guerre e i massacri, i tentativi di schiavizzazione e le malattie ridussero rapidamente il numero degli autoctoni al numero attuale di 236 popolazioni, per un totale di 734 mila persone. (1)

     Il colonialismo consegnò al Nuovo Mondo la concentrazione della ricchezza, la disuguaglianza sociale e la distruzione sistematica della natura.  Il Brasile fu prima colonia del Portogallo dal 1500 fino al 1822; in seguito fu sottomesso all’Inghilterra, a cui seguirono gli Stati Uniti.

 

 

  -  1- Istituto Socioambientale – http://www.sociambientel.org
 

 Oggi questa terra e i suoi abitanti sono assoggettati dai latifondisti, dalle imprese e dalle banche transnazionali.

In secondo luogo, la storia repubblicana di questo paese ha sempre avuto come segno distintivo l’interesse personale, l’ingiustizia e la disuguaglianza sociale. I signori coloniali cedettero il posto alle oligarchie rurali e urbane. Paradossalmente, la ricchezza del paese, sempre più concentrata nelle mani di pochi, è la principale causa dell’impoverimento  del popolo brasiliano.

Le varie forme di espulsione delle famiglie rurali dalle proprie terre ha provocato un esodo continuo verso i centri urbani. Le città, per questo, sono sovrappopolate e la mancanza di infrastrutture di base, atte a garantire una vita dignitosa a milioni di persone, ha portato queste a vivere in condizioni degradanti, quindi alla violenza e ad attività illegali.

Ma ha anche portato alla formazione di tutta una serie di Movimenti Sociali ed associazioni che lottano per appropriarsi dei loro diritti, come il diritto alla casa, alla terra, alla scuola e alla salute. Oltre ai diritti sociali, questi Movimenti, visto il fallimento della pratica politica attuale, si prefiggono un obiettivo molto più alto: la trasformazione della società.

La logica di questi movimenti, in teoria, è molto semplice. Partono dal principio che, quando si parla di combattere la povertà, non basta dare da mangiare a chi ha fame. E’ necessario non solo compatire e attuare politiche temporanee, ma anche lavorare sopra i fattori che la creano, sopra l’impoverimento come processo. La concentrazione della ricchezza e della rendita, la disoccupazione, la carenza dei servizi di base (come l’educazione e la salute),  sono alcune delle cause dell’impoverimento di un paese ricco di beni e che potrebbe essere ricco anche di buon vivere. Questa è la consapevolezza che spinge tali Movimenti a lottare contro il potere costituito, e le persone a farsi uccidere, se necessario, per difendere la terra e le loro case conquistate con l’occupazione, ma garantite nella Costituzione brasiliana.

 

Interno del Ginasium di Capuava: dopo giorni di attesa gli abitanti di Sonho Real hanno organizzato i loro spazi con materiali recuperati da parenti, amici, etc. (foto C. Uras)

 

 

     I problemi del Brasile sono enormi, secolari e strutturati nella classe dominante, un'oligarchia estremamente conservatrice e saldamente ancorata ai propri interessi. Le parti popolari, nonostante ampiamente maggioritarie e organizzate in un gran numero di movimenti, nelle campagne e nelle città, hanno grandi difficoltà a far valere i loro diritti.

Il sistema politico, basato sulla cosidetta “democratica rappresentativa”, va mostrando ogni volta di più i suoi limiti. Le elites nazionali e internazionali, con in mano i poteri economico e politico, influenzano, controllano o più semplicemente determinano quello che deve fare il potere Esecutivo, Legislativo e Giudiziario. I criteri di rappresentatività e di uguaglianza dei diritti cadono di fronte alle richieste dell’economia neoliberista e delle lobbies imprenditoriali.

Questo provoca effetti che, in tutti i paesi dove questo avviene, si manifestano nello strangolamento delle piccole economie, nelle immigrazioni interne, nella violenza, nel taglio dei diritti dei lavoratori, nella precarizzazione del lavoro, nella discriminazione, nella povertà  e nella disperazione. 

In Brasile l’1% dei proprietari terrieri controlla il 46%delle terre produttive del paese, e l’80% di queste è incolta. Mentre una massa superiore a 4,5 milioni di lavoratori rurali viene privata del diritto di accesso alla terra e alle condizioni indispensabili per il sostentamento delle proprie famiglie

     Nel 2002, il Brasile contava 75 mila “milionari” (in dollari). Nel 2003, su una popolazione di 180 milioni di persone, i milionari erano 80 mila. Sommando il patrimonio di tutti questi si arriva ad un totale di 1.750 trilioni di dollari. Questo patrimonio equivale a due volte la rendita nazionale brasiliana dello stesso anno 2003. Mentre 53 milioni di brasiliani vivono sotto la soglia di povertà, con meno di R$ 130 (Reais) al mese, e soffrono di mal nutrizione. Altri 126 milioni di brasiliani vivono con meno di cinque salari minimi (R$ 1.300), stimati come il minimo per una vita familiare in condizioni dignitose. (2)

Se a tutto questo si aggiungono 11 milioni di famiglie di Sem-Teto, che si accumulano nelle città brasiliane, il quadro è completo. Del resto basterebbe andare nelle periferie delle città, o nelle vie del centro urbano per vedere in quali condizioni vive la popolazione brasiliana.

Alla luce di questo quadro generale i vari Movimenti brasiliani si prefiggono il cambiamento della società. A questo scopo si prefissano di praticare e di pensare ad altre alternative politiche, nella prospettiva di costruzione di un Brasile evoluto.

Strumento fondamentale per questa nuova costruzione sono le Assemblee Popolari. In queste, i vari settori popolare possono esercitare liberamente i loro diritti all’informazione, al dibattito e alla partecipazione ai temi che li riguardano direttamente.

L’esercizio della partecipazione alle Assemblee Popolari mira a potenziare il popolo brasiliano nella sua capacità organizzativa e nella sua formazione politica. L’articolazione di questa forza sociale, organizzata con meccanismi di intervento all’interno del sistema di rappresentazione politica, ha come scopo la costituzione di quel necessario contrappeso al potere della borghesia nazionale e internazionale. “Radicalizzare la democrazia; difendere, garantire e conquistare diritti; costruire una nazione in armonia con le necessità della maggioranza della popolazione – tutto questo sarà possibile se riusciremo ad inventare nuove forme di partecipazione popolare.” (dal Manifesto del Movimento Sem Terra). Questa è la sfida che si propongono e che propongono i Movimenti Sociali brasiliani.

(2)http://www.comitatomst.it (da Fonte IPEA – Istituto di Ricerca Economica Applicata)


 

Esterno dell'accampamento di Capuava: nonostante la loro situazione precaria, le loro vicissitudini e le difficili condizioni igieniche, la loro grande dignità la dimostravano anche nella grande attenzione per la pulizia personale e delle loro baracche; lo stesso non si puo dire della Prefettura e delle condizioni igenico sanitarie di strade e servizi sanitari. (foto C. Uras)  

 

L’idea di una pratica politica sistematica, con la base nelle Assemblee Popolari, nasce da una ricerca che mira a garantire una forma democratica di organizzazione della vita sociale. L’idea è quella che in ogni quartiere, in ogni città, in ogni comunità rurale, esista uno spazio dove ogni cittadino possa dare la sua opinione sopra temi come la gestione della salute, dell’educazione, e sopra la composizione delle agende dei governi. Dove le persone siano i principali soggetti della definizione delle politiche pubbliche, stabilendo le priorità e accompagnando il processo di esecuzione. La missione di questo spazio di “Democrazia Diretta” è quella di prendere le decisioni e non solo quello di esprimere un parere.

In teoria sarebbe dovuta essere la Democrazia Rappresentativa la forma più legittima di amministrazione degli interessi delle persone, nell'esperienza è però dimostrato che la pratica è molto differente dalla teoria. Troppo spesso le democrazie, che dovevano essere il governo del popolo, al servizio del popolo, finiscono per trasformarsi in un governo senza il popolo. Ora, quello che interessa al popolo brasiliano è un governo col quale possa far valere le proprie opinioni, difendere gli interessi propri e decidere cosa è più utile per se stessi e per la collettività. Questo tipo di democrazia è chiamata “Democrazia Partecipativa”, in linea con le teorizzazioni di Norberto Bobbio che sostiene: “La democrazia non ha mantenuto le sue promesse e, per questo, necessita di essere reinventata”. L’idea delle Assemblee Popolari è quella di combinare la democrazia diretta, nelle mani del popolo, con la democrazia rappresentativa.

 

  Bairro di Capuava (Goiania-Brasile): baracche all'esterno del Gianasium (Palazzetto dello sport) dove sono state ammassate circa 1.200 famiglie. Il grande numero di persone ha portato queste a costruire le loro baracche soprattuto intorno al Ginasium. (foto C. Uras)

 

 

Esperienze concrete di questo tentativo di “reinventare” la democrazia sono stati i due plebisciti tenutisi nel 2000 e nel 2002. Rispettivamente, il primo sul debito estero e il secondo contro l’ALCA (Associazione Libero Commercio America Latina). Furono iniziative prese dalla Rete Jubileu Sul, unita alla chiesa e ai Movimenti Sociali di tutto il Brasile, che raccolsero l’opinione di 6 milioni di votanti, nel primo plebiscito, e di più di 10 milioni di votanti nel secondo.(3)

Questi due plebisciti applicarono il principio di democrazia popolare. Con la partecipazione di migliaia di militanti e di attivisti volontari, fu organizzata un’ampia campagna di illustrazione e di formazione politica. In migliaia di piccole riunioni si discusse il significato di Debito Pubblico e del progetto che creò l’ALCA. Alla fine furono organizzati plebisciti liberi ma non ufficiali, ma che raccolsero, nei due diversi momenti, l’opinione di milioni di persone in tutto il paese. Con queste consulte di massa, la campagna fece circolare fra la gente comune temi di estrema importanza per il popolo brasiliano. Stabilendo così una pratica intensa di dibattiti, studi, produzione di materiale didattico, pezzi teatrali, musiche, poesie e video.

 

  - (3) – Comitato MST  (Movimento Sem Terra)– http://comitatomst.com.br


 

Fu un esercizio pratico di formazione e informazione dei settori popolari. Da qui la consapevolezza che questa sia l’unica via da percorrere per la formazione di una coscienza collettiva popolare, considerato che i mezzi di comunicazione, da sempre al servizio della classe che detiene il potere,  semplicemente non trattano delle questioni popolari.

 

La storia del Movimento Sem-Teto di Goiania (4) è frutto di questa presa di coscienza, della voglia di riappropriarsi dei loro diritti, oltre che della storia particolare della città. Infatti, questa città nasce negli anni Sessanta, come capitale dello Stato del Goias, per ospitare i funzionari governativi. Progettata per ospitare 50.000 abitanti, oggi ne conta 1.500.000. Fra le cause di questa crescita non programmata vi è l'espulsione di una massa continua di braccianti agricoli dalle zone rurali, conseguente alla meccanizzazione dell'agricoltura nei latifondi che ebbe inizio negli anni Settanta.

La storia dei Sem-Teto di Sonho Real (5) è solo l'ultima di questa lunga serie di occupazioni. Ha avuto inizio nel Novembre del 2004, quando alcune famiglie occuparono dei piccoli lotti in una vasta area chiamata Parque Oest Industrial nella immediata periferia della città.

 Nel giro di qualche mese le famiglie risiedenti sono diventate 2.500, occupando l'intera area. L'appetibilità dell'area chiaramente ha attirato anche persone che vi hanno visto la possibilità di facili guadagni, rivendendo loti e case una volta che l'area fosse stata lottizzata.

Ma la stragrande maggioranza delle famiglie vi vedeva solo la possibilità di avere una casa propria, evitando di pagare affitti onerosi che portano loro via buone parte del salario. La composizione delle famiglie occupanti è eterogenea: vi sono operai, muratori, camerieri, parrucchieri, etc.; la maggioranza delle quali non supera il salario minimo (300Reais). Ma vi sono anche disoccupati nullatenenti, cui è preclusa in partenza la possibilità di ottenere un lavoro quando dichiarano il loro domicilio.

Tutte persone dignitosamente povere ma non stupide. Consapevoli del fatto che la polizia avrebbe potuto fargli sgomberare in qualsiasi momento, stavano ben attente ad investire i loro risparmi nella costruzione delle case. Questo fino a quando il futuro Governatore Marconi Perillo, in piena campagna elettorale, non si è impegnato a garantire, se eletto, la legalizzazione del Bairro di Sonho Real. Le sue dichiarazioni (registrate e diffuse in un video del Centro Midia Indipendente di Goiania) non solo hanno attirato nuove persone nell'area, ma ha anche dato lo stimolo, a quelli  che gia vi risiedevano, ad investire nella costruzione delle case e addirittura nei progetti utili alla registrazione nell'ufficio del Catasto cittadino (registrazioni tuttora in possesso dei legittimi proprietari).

 

       (4) – Centro Midia Indipendente Brasile – http://www.midiaendependente.com.br;

       (5) – http://www.espacoacademico.com.br/054/54zimmerman.htm

Naturalmente una volta eletto il Governatore Perillo ha ritenuto più interessanti le proposte delle  società immobiliari che avevano messo gli occhi sull'area di Parque Oest Industrial e che adesso volevano metterci le mani. Ma non è facile far sgomberare diecimila persone insediate in un'area vasta 10 ettari,  quindi, il neo governatore ha pensato bene di far intervenire 2.500 poliziotti in assetto di guerra, con la copertura di un elicottero munito di  mitragliatrice pesante.

L'operazione è stata divisa in due fasi, la prima chiamata “Operazione Incuietaçao”, dieci giorni e dieci notti di incessanti martellamenti psicologici, fatti di improvvise incursioni notturne, revolverate ad altezza d'uomo, lanci di lacrimogeni e bombe assordanti sulle barricate e sulle case. In questi dieci giorni veniva impedito a chiunque di lasciare l'accampamento, molti hanno perso il lavoro non potendovisi recare; molti altri, avendo capito l'antifona, avrebbero voluto portare almeno i bambini all'esterno, lontano dal massacro che chiaramente si preannunciava.

 

Esterno del Ginasium di Capuava: i bambini sono costretti a studiare per la strada. I vari trasferimenti dopo la disoccupazione hanno allontanato dalle loro scuole anche quei pochi bambini che avevano il privilegio di frequentarne una. I due trasferimenti forzati hanno spinto queste persone dalla parte opposta della città, in una zona di campagna all'estrema periferia. Il prossimo trasferimento nella zona definitiva di Itaipu le porterà ancora più lontane. Ma per loro Itaipu è la vittoria, hanno ottenuto quello che volevano: una casa; per molti, non dover pagare più affitti spropositati. (foto C. Uras)


 

 

La seconda fase ha avuto inizio all'improvviso. Una mattina la polizia è intervenuta in massa facendo mettere in fila indiana e mani sulla testa (a mò di deportati), donne, vecchi e bambini; picchiando, incendiando le case e ammazzando solo per il gusto di farlo.

Ufficialmente, per le autorità, sono morti tre ragazzi, ma i desaparecitos sono dieci. (6)

Lugar è stato piu fortunato di loro, se non altro perche è ancora vivo. I testimoni raccontano che è stato aggredito da tre poliziotti, che dopo averlo malmenato lo hanno lasciato a terra privo di sensi. Dopo qualche minuto è arrivato un altro poliziotto che senza avere neanche visto la scena precedente, ha estratto la pistola e gli ha sparato due colpi alla schiena. Uno dei proiettili si è conficcato nella spina  dorsale, quindi, Lugar dovrà stare a vita in una sedia a rotelle; (...la sua fortuna...); la globalizzazione della politica lo ha portato a diventare il beniamino di tutta una schiera di politici che se lo contendono, vogliono aggiudicarselo come candidato nei loro partiti: un po di pubblicità ai partiti e qualche garanzia in piu per la risoluzione dei problemi degli amici di Sonho Real, (per chi volesse rintracciare l'origine della nascita del nuovo modello di “Governance”del cosiddetto Primo Mondo). Fra le promesse anche quella di trovare il responsabile che lo ha ridotto in una sedia a rotelle, ma tutti sanno che estrarre il proiettile per stabilire da quale arma è partito il colpo sarebbe troppo pericoloso per Lugar (anche se sicuramente non sarebbe un problema trovare un capro espiatorio che ripulisca le coscienze di tutti).

Ma le vittime che, allo stesso modo di Lugar, rischiano di portare per sempre addosso i segni di quelle giornate, sono i bambini. Molti di loro, tuttora, a distanza di mesi, alla vista della polizia scappano spaventati all'interno delle loro baracche dove scoppiano in vere crisi di isteria, e non è facile convincerli ad uscire dalle loro baracche di plastica scura. Ci vogliono ore, e per alcuni intere mattine, per  vederli tornare a giocare tranquilli.

 

   - (6) – http://www.blog.comunidades.net/gatodeperiferia/index.php?op=arquivo&idtopico=3858

Parlare di sostegno psicologico per questi bambini è pura utopia, qui anche le malattie esantematiche portano alla morte, qui gli addomi rigonfi dai vermi sono la normalità e diventa un lusso quella che per noi (e per il primo mondo brasiliano) è una semplice terapia, come è un lusso solo il pensare di poter mandare a scuola i figli.

Quest'ultima operazione, che ha portato allo sgombero e al saccheggio di tutte le case da parte della polizia è stata chiamata significativamente “Operazione Trionfo”.

Ma l'avventura degli abitanti di Sonho Real non è finita qua. Diecimila persone fatte uscire improvvisamente dalle loro case, che vengono messe in fila indiana senza neanche la possibilità di prendere in braccio i figli che piangono disperati, chiaramente non hanno avuto il tempo di prendere neanche il minimo indispensabile dalle loro case.

Lo stesso giorno, le 2.500 famiglie vengono ammassate in due palazzetti dello sport di due diversi quartieri della città, quello di Novo Orizonte e Capuava. L'unica possibilità che avevano era quella di costruire delle baracche negli spazi liberi che riuscivano a trovare intorno agli edifici; i bagni per oltre due mesi sono stati quelli degli spogliatoi, più quattro bagni chimici che sono stati collocati all'esterno.

 

 

  Grajaù (nuova area provvisoria): area provvisoria: molti oltre alla casa hanno perso anche il lavoro, diventa importantissimo allora non perdere la distribuzione del latte e del pane della mattina. Ogni “quadra”, l'accampamento è diviso in 20 quadre, ha la responsabilità per quello che riguarda l'ordine, l'ecologia e i bisogni primari delle persone, dei quali spesso si fanno carico le varie associazioni di carattere religioso (di forte impulso per i Movementi Sociali del Brasile è la “Teologia della Liberazione”). (foto C. Uras)


 

 

In questo periodo una ragazza di trent'anni muore a causa di un'infezione causata da una caduta nella doccia; si verificano tre casi di Denghi in una via del Bairro di Capuava. (Le cose non vanno meglio in quello di Novo Orizonte). La situazione precaria porta gli abitanti di questi due quartieri a riunirsi facendo pressione sui giornali e sulle televisioni locali, che vengono a documentare lo stato di degrado in cui sono caduti i loro quartieri. Naturalmente le colpe di tutto vengono fatte ricadere sui Sem-Teto.

Ma loro non si arrendono, con l'aiuto dei volontari del Centro Midia Indipendente (fra cui molti studenti universitari) organizzano manifestazioni, marce, occupano la Camera Municipale, intenzionati a non far cadere tutto nel dimenticatoio. Riescono ad ottenere da parte della Camera Municipale il finanziamento per l'acquisto di un terreno destinato alla costruzione delle loro abitazioni e un risarcimento che gli permetterà di comperare il materiale per ricostruirle.(7) Ma prima devono sgomberare i due quartieri ed essere trasferiti in un altro accampamento provvisorio, fuori, lontano dalla città, dove non potranno disturbare la quiete dei bravi cittadini che una casa l'hanno gia ottenuta. Pena, un altro intervento della polizia. A Grajaù, la nuova area provvisoria, trovano altre baracche di plastica, nessun servizio igienico e tanta polvere che con l'arrivo della stagione delle piogge si è gia trasformata in fango. Nella speranza che,  nell'attesa del trasferimento nell'area definitiva, le loro nuove baracche di plastica scura non vengano portate via dal vento.

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  - (7) – http://www.midiendependente.com.br