Nel ventennale della nascita del FLNC, riproponiamo un articolo di Ghjuvan Michele Rossi che su U Ribombu, settimanale della Cuncolta Naziunalista, ne ripercorre sinteticamente ragioni e obiettivi. Al centro dellarticolo la prima pagina di "Le Provençal Corse" del 6 maggio 76 che riferiva dei 18 attentati appena compiuti sullisola ("Mai la Corsica aveva conosciuto una tale "notte di fuoco") e della costituzione di un "Fronte di Liberazione Nazionale"...
L"ARMATA DELLE OMBRE": IL FRONTE DI LIBERAZIONE NAZIUNALE DI A CORSICA - 20 ANNI DI LOTTE
Non dispiaccia ai pentiti di ogni sorta, umanisti tardivi ed
altri pacifisti di accatto, U Fronte di Liberazione Naziunale, nato da una sete
inestinguibile di libertà, fortificato nella prova e nel sacrificio, può inorgoglirsi
per aver salvaguardato lessenziale: la dignità di un popolo e lintegrità
di una terra che si apprestavano a vendere allincanto.
Se allalba del XXI secolo, la Corsica può pretendere di prendere il suo
posto nel concerto delle nazioni libere, è ad esso -e ad esso solo- che lo deve.
In quel giovedì del 6 maggio 1976, quando la stampa annuncia una ventina di
attentati -di cui la maggior parte sul territorio francese- e la nascita del
"Fronte di Liberazione Nazionale", ben pochi sono gli osservatori
in grado di apprezzare lampiezza della ribellione, meno ancora di prevederne
le conseguenze per lavvenire dellisola.
Alcuni credono allultima pensata di una clandestinità ancora debole o
dispersa in più gruppi -principalmente il Fronte Paisanu Corsu di Liberazione
(creato nel 1973, annunciò la sua dissoluzione qualche mese prima dellapparizione
del FLNC) e Ghjustizia Paolina- nonostante alcune azioni spettacolari
e spesso audaci.
Altri credono opportuno imputare questa "fiammata" alla mano
dello straniero: Mosca, Pechino, il colonnello Gheddafi... si vedono così successivamente
convocati, per tentare di dissimulare lincapacità dello Stato francese
e dei politici locali di prevedere lineluttabile.
Per lungo tempo -almeno fino al giugno 1978, data dei primi arresti- il mistero
aleggerà sulla nuova organizzazione, la sua composizione, il suo reclutamento,
la sua logistica.
Di fatto -ma questo gli avversari lo ignorano- il FLNC è essenzialmente nato
dagli strati popolari, colpiti in pieno dalla politica coloniale. Il che vuol
dire che i mezzi finanziari gli fanno dolorosamente difetto.
Larmamento, parimenti, è dei più modesti (provenendo da situazioni occasionali
e da recuperi della seconda guerra mondiale) e lapprovvigionamento delle
munizioni problematico. Se ne vedrà prova alla prima conferenza stampa, tenuta
simbolicamente ai piedi del convento storico di A Casabianca, dove una mezza
dozzina di militanti esibiscono come arsenale Sten e U.S.M. 1.
Ma subito il sostegno popolare è largamente acquisito: non si smentirà durante
gli anni di fuoco, durante la repressione, le deportazioni, le persecuzioni
di ogni sorta.
I combattenti saranno aiutati, guidati, informati da migliaia di occhi e di
orecchie, umile armata delle ombre che supera le divisioni.
È che, malgrado le calunnie e lintossicazione sapientemente distillata
dalle officine specializzate, il nostro popolo sa che si tratta di patrioti
sinceri e disinteressati, mossi unicamente dalla volontà di sottrarre il paese
al marasma coloniale.
Del resto la prudente A.P.C. (Associu di i Pattrioti Corsi, in seguito
Unione di u Populu Corsu, ndt) che ha appena rilevato lA.R.C.
(Azione per a Rinascita di a Corsica, ex Azione Regionalista Corsa,
ndt) dissolta, afferma: "Le condizioni dellinsurrezione ci
sono tutte" (Le Monde, 8 maggio 1976).
U Fronte ne getterà le basi teoriche in un opuscolo intitolato "A libertà
o a morte", presto diventato noto sotto il nome di "piccolo
libro verde".
Stigmatizzando limpasse autonomista e gli indugi dei tenutari di questa
strada senza uscita, lopera preconizza una lotta senza tregua per arrivare
alla "affermazione dei diritti nazionali del popolo corso, alla messa
in scacco quindi alla distruzione degli strumenti del colonialismo, allinstaurazione
del potere popolare e democratico, espressione della volontà del popolo corso
consultato a suffragio universale, alla protezione del patrimonio nazionale
corso, alla creazione delle strutture economiche e politiche". È precisato
che, "nellambito dellindipendenza nazionale la società corsa
che si costituirà sarà priva di ogni forma di sfruttamento e di oppressione".
Qualche mese più tardi, lorganizzazione politico-militare spiega il triplice
obiettivo che si prefigge (Intervista al mensile Kyrn, novembre 1976):
"-svolgere una funzione rivelatrice nei confronti di una popolazione
ancora alienata;
-formare una barriera di resistenza di fronte allaggressione coloniale;
-sostenere lazione popolare".
Quanto ad uneventuale autodissoluzione il FLNC la subordina
al blocco del "processo di liquidazione del popolo corso e di dilapidazione
dei suoi beni" così come al riconoscimento da parte dello Stato francese
del "diritto allautodeterminazione". Ventanni dopo,
nonostante incontestabili progressi (protezione del patrimonio, riconoscimento
progressivo della natura politica della questione corsa...) questo programma
è lontano dallessere realizzato. Il colonialismo e la sua secrezione,
il clan, non è ancora abbattuto. Ha mostrato unattitudine eccezionale
a rigenerarsi, a riapparire sotto altre forme -meno arroganti ma ugualmente
perniciose- di cui occorre tener conto per adattare una rivendicazione che al
di là degli incantesimi sia politicamente efficace. Per dirla con Amilcar Cabral,
"la liberazione nazionale è il fenomeno che consiste, in un insieme
socio-economico determinato, nel negare la negazione del suo processo storico.
In altri termini la liberazione nazionale di un popolo è la riconquista della
sua personalità storica; è il suo ritorno alla storia attraverso la distruzione
della dominazione imperialista cui era sottomesso" (Unità e lotta,
Parigi, François Maspero, 1980).
U Fronte di Liberazione Naziunale ha pienamente svolto la sua funzione, il suo
ruolo storico di risveglio delle coscienze. "La verità, una volta risvegliata,
non torna mai in sonno". Questo popolo non conoscerà più né rassegnazione
né sottomissione.