DUE O TRE COSE

 

La canea di destra e di sinistra che si sta sollevando su Santoro –detto per inciso, mi è stato simpatico una sola volta, a Samarcanda nel 1999, quando mise in luce l’aggressione alla Jugoslavia e il finto genocidio dei kosovari (smentito poi dal rapporto OSCE pubblicato alla fine di quell’anno!)– è senza dubbio di gravità da non sottovalutare. Soprattutto spero metta termine all’errato spirito “laicista” di chi si oppone a che si parli di lobbies assai pericolose. E se il termine lobbies non piace, si può usare quello di “gruppi di pressione”, accreditato “scientificamente” in qualsiasi manuale di sociologia e di scienza della politica, dei partiti, ecc.

Vorrei per un attimo riandare ad un fatto di qualche tempo fa. Un presidente della Repubblica, Ministro degli interni, politico eminente della prima Repubblica –sto parlando di Cossiga– scrisse una lettera aperta pubblicata con enorme evidenza in ben tre pagine di Libero. In essa vi erano molte rivelazioni –e altre ne ha fatte Cossiga sia prima che dopo l’episodio che sto citando– ma riporterò solo la seguente:

«Quando terroristi palestinesi tentarono –con missili terra-aria piazzati nei dintorni all'Aeroporto di Fiumicino– di abbattere un aeromobile civile israeliano dell'El-Al e furono arrestati, Moro intervenne personalmente sul presidente del tribunale, con la cortesia e la fermezza che gli erano proprie, e fece concedere ai terroristi la libertà provvisoria. All’uscita dal carcere vi erano agenti dell’allora Sid che prelevarono i terroristi appena scarcerati, li portarono in un aeroporto militare, li imbarcarono su un aeromobile DC 3 dello stormo dello Stato Maggiore, sigla ‘Argo’, quello di cui normalmente si serve la V Divisione e cioè ‘Gladio’ (mamma mia, ‘Gladio!’) e li spedì a Malta, da dove raggiunsero la Palestina. Arafat ringraziò. Fortunatamente Lei, dottor Spataro, era impegnato in un girotondo! Gli israeliani anni dopo ci risposero e fecero saltare in aria l’Argo: pari e patta».

Ricordo anche che cosa fu il fatto dell’Argo:

«Il 23 novembre del 1973, alle sette del mattino, un aereo C47 Dakota dell’aeronautica Militare si schianta al suolo dopo essere decollato dall’aeroporto di Venezia. Il disastro provoca quattro morti, tra cui il Comandante Borreo, un pilota di grande esperienza, pluridecorato durante la Seconda Guerra Mondiale. Il nome in codice di quell’aereo è Argo 16, così chiamato in riferimento al gigante mitologico ‘Argo che tutto vede’. Il velivolo, infatti, svolgeva missioni speciali per il Servizio Segreto italiano interno alle forze armate ed effettuava le misure elettroniche nell’Adriatico contro la rete radar jugoslava».

Si dirà che si tratta di “normali” operazioni nell’ambito della guerra tra servizi segreti. Se però qualcuno rivela i retroscena veri dell’assassinio di qualche Presidente della Repubblica o altro alto dirigente di Stato in giro per il mondo (mettiamo Kennedy o anche Sadat o la Benazir Bhutto, ecc.), non credo si levi un silenzio di tomba. Invece è stato così per le rivelazioni di Cossiga. Su due-tre giornali si sono letti, per un giorno, trafiletti (ripeto: trafiletti) sulla richiesta rivolta dai familiari delle vittime dell’Argo alla Magistratura per una riapertura del processo, almeno ai fini di un risarcimento. Poi più niente; e di riapertura del processo neanche parlarne. Se invece che dal Mossad, l’atto criminale (spero si possa definire tale o sono “fazioso” come Santoro?), di pura ritorsione contro lo Stato italiano, fosse stato compiuto da qualche gruppo arabo, figuriamoci che cosa si sarebbe scatenato. Il gruppo in questione sarebbe stato definito “terroristico” e ci si sarebbe lanciati in mille supposizioni, presentate come certezze, circa i mandanti: ovviamente un qualche “Stato canaglia”, come viene definito da chi compie atti canaglieschi del genere di quello citato e che è solo la punta di un iceberg gigantesco.

Chi ha viso il film Münich –non bello a mio avviso, ma certo interessante– ha ben imparato come questo Mossad si muova in modo molto inquietante. E se ha la libertà di fare quello che fa, è evidente che in vari paesi del mondo le autorità preposte alla protezione dei propri cittadini sono quanto meno assai poco vigili (oppure, ad esempio, i militari uccisi nell’abbattimento dell’Argo non erano considerati nostri concittadini?). Per spirito “laico”, dobbiamo considerare l’impunità di cui godono certi servizi segreti un puro effetto “di struttura”? O ci è consentito di parlare di una rete di lobbies (pardon: “gruppi di pressione”) che si diramano da un centro di irradiazione che si chiama Israele (…) Coloro che parlano di regime –sottinteso sempre berlusconiano, in quanto nuova versione del fascismo– li abbiamo visti, con le loro facce da debosciati, nella foto di Dagospia mentre manifestavano, mi sembra davanti a Montecitorio, in favore degli israeliani massacratori dei palestinesi di Gaza. Non c’è nessun regime berlusconiano in vista. Proprio Annozero ha mille volte aggredito, anche con accuse puramente personali e infamanti (nient’affatto dimostrate), l’attuale premier. Il quale ha protestato e ululato, ma prendendosi mille sberleffi da comici vari, sputacchi (metaforici) di ogni genere, mentre la sinistra difendeva a spada tratta Santoro e gridava all’attentato alla libertà di stampa e di opinione (come se gli insulti e le calunnie potessero essere considerati semplici opinioni).

Viene adesso illustrata in quella trasmissione non una sedicente ruberia o malversazione del Premier, ma un’aggressione vile e tale da fare ormai 1200 morti circa (e migliaia di feriti, dei quali molti moriranno) –un terzo dei quali bambini– contro 4 morti israeliani e poco più di una decina di feriti. Si è capaci di istituire un confronto con la rappresaglia nazista delle Fosse Ardeatine (dove non c’erano bambini a quanto ricordo)? Eppure si è scatenata una vera corsa al linciaggio di Santoro. Mi piace allora ricordare un’altra cosa. Quando, negli anni ’30, i nazisti compivano le loro malefatte, la maggioranza dei governi europei li condannava (almeno a parole), la maggior parte delle forze politiche europee si schierava contro di loro, la maggior parte dei giornali e radio li criticava. Israele compie invece i suoi misfatti con il più totale appoggio dei governi e delle opposizioni di tutto l’occidente, con l’orwelliana campagna di tutti i media occidentali che li compiangono in quanto aggrediti dai cattivi arabi. La situazione è decisamente peggiore che negli anni trenta nei confronti del nazismo.

Non si può criticare Israele perché si è subito antisemiti e complici dell’Olocausto avvenuto settant’anni fa. Intanto, mi permetto di notare un paio di cosette. Innanzitutto, la ridicolaggine dell’accusa di antisemitismo; oggi è antisemita chi fa subire l’Olocausto ai palestinesi che sono arabi (e gli arabi sono forse puri ariani senza che io ne sia edotto)? Inoltre, noi siamo molto timidi e parliamo sempre dei crimini di Israele o al massimo del sionismo. Questi “signori”, appena li critichiamo, tirano in ballo l’Olocausto, che è stato subito dal popolo ebraico. Allora seguiamoli in questa loro precisazione: oggi è il popolo ebraico (semita) che sta opprimendo e facendo sterminio del popolo palestinese (altri semiti). Dobbiamo aspettare settant’anni prima di avere il diritto di protestare contro questo nuovo spirito di genocidio che pervade coloro che l’hanno dovuto sopportare appunto settant’anni fa?

Ho ricordato mille volte che in effetti non è “storicamente strano” che i massacrati di ieri diventino i massacratori odierni. Quando ciò accade, non vedo però perché si debba tacere e “abbozzare”. Eppure, non appena una qualche critica viene rivolta a Israele, apriti cielo! La Chiesa stessa e il Papa vengono presi a pesci in faccia. Non parliamo di D’Alema –di cui comunque non scorderò mai il ruolo giocato nel 1999– quando accenna al fatto che la reazione di Israele è “sproporzionata”. Violenti attacchi non solo da destra, ma dal suo stesso compagno di partito Fassino, che considera inaccettabili le dichiarazioni dalemiane, eguali del resto a quelle del segretario dell’Onu, anche lui redarguito.

E torniamo allora alla trasmissione Annozero. Quando Santoro e Travaglio –che stavolta mi si dice essersi schierato in senso nettamente filoisraeliano, e questa è una bella lezione per Santoro e per tutti i sinistri che inneggiavano a questo giornalista scandalistico e pettegolo in puro stile antiberlusconiano– attaccavano appunto il Premier in modo becero e volgare, si sono avute proteste da destra, ma non è successo nulla di particolarmente forte. Soprattutto, tutte le richieste di portare il caso davanti al Cda della Rai sono finite in nulla. Ecco perché ritengo ridicolo parlare di regime; un regime va per le spicce, avrebbe già chiuso la trasmissione e mandato in galera o al confino autori e conduttori! Il presunto regime non ha fatto nulla di tutto ciò.

In quest’ultima occasione, invece, tutti d’accordo, da destra a sinistra. Interviene Fini –che si guarda bene dal difendere il Premier dagli attacchi; e possono andare a mangiare la spigola insieme finché vogliono, ma se capiterà l’occasione, “quattro pugnalate” al Berlusca non gliele cava nessuno– dichiarando che è un’indecenza e sollecita bruscamente il “sinistro” Petruccioli, il quale risponde che è ancor più che un’indecenza e che convocherà d’urgenza il Cda per sanzioni contro questo vergognoso comportamento santoriano. Si scatena l’Ambasciatore israeliano e, come si fa con i bambini cattivi, dichiara: “che non si ripeta mai più”. E la sesta –anzi oggi quinta perché avremmo ri-superato la Gran Bretagna– potenza del mondo non ha nulla da dire, si comporta appunto come il bambino cattivo che china gli occhi e ubbidisce.

Qui non siamo in pericolo di regime, cari miei, ma di qualcosa di ben peggiore: sono in molti a rischiare la fine degli abbattuti con l’Argo, dei nemici eliminati con le tecniche che abbiamo visto nel film Münich; senza alcuna protezione da parte dei nostri organi di sicurezza. (…) A questo punto dico con molta chiarezza che, in questo periodo storico, mi accontenterei della presenza, nel nostro paese, di una forza (ma appunto forte) di carattere apertamente nazionale, capace di difendere i suoi cittadini dalla rete di gravissime connivenze –di cui la reazione alla trasmissione di Santoro è un semplice “brufolino”– con chi compie azioni “illegali” (eufemismo) in ogni parte del mondo. Chi vuole il tutto –tra cento o mille anni– è complice al 100% di chi si vende allo straniero, di chi permette che qualcun altro comandi in casa nostra, abbatta aerei nei cieli italiani e magari, fra un po’, tolga di mezzo –direttamente od organizzando un “incidente”– quelli che non sono allineati con lui.

Dico allora altrettanto apertamente che, non solo non temo un regime di Berlusconi, ma rilevo che costui non ha detto una parola su Israele-Gaza; e, in tal caso, non vale il detto “chi tace acconsente”. Semplicemente, c’è molta paura di fare una brutta fine. Però il “tipo” ha parlato chiaramente su Russia-Georgia, sulla non ammissione di Georgia e Ucraina nella UE, ecc. Il “tipo” sta appoggiando l’azione dell’Eni, che è diventata la chiave di volta –come già in altra epoca storica– di una nostra maggiore autonomia; non per economicismo, ma perché l’eventuale accordo stretto tra Eni-Gazprom-Noc (libica) e magari Sonatrach (algerina) ha una valenza fortemente politica, di protezione di date sfere di influenza; e di difesa di una propria minima autonomia. Per queste azioni, il Premier si è preso attacchi non velati dalla “sua parte” (in specie dai postfascisti di An, i reazionari più disgustosi e pericolosi di tutti, vero tentacolo della piovra americo-israeliana in Italia) e dalla sinistra (tutta intera!) che lo ha accoppiato, nell’“infamia”, a Putin (…).

Poche balle, cari compagnucci dalle idee “poche ma confuse”. Non è Berlusconi “il peggior di tutti i mali”; non è lui la longa manus delle lobbies e gruppi di pressione americo-israeliani. Questi si trovano nei posti più impensati, anche nella sinistra, anche nella gauche caviar, anche nei giustizialisti; oltre che in An, nella Lega ossessionata dall’Islam, in settori di forsennati forzaitalioti come il degno padre di una guitta d’avanspettacolo (di sinistra). (...) Si svegli chi ne è in grado!

 

Gianfranco La Grassa

17 gennaio 2009