1. CORSICA/ Lingua Corsa
Il 16 febbraio scorso, il Consiglio di Stato francese ha giudicato la Carta Europea delle
lingue regionali o minoritarie -legiferata a Strasburgo il 5 novembre '92- contraria alla
Costituzione francese, che attesta: "il francese è la lingua della Repubblica".
Per i nazionalisti leventuale ratifica di Parigi non avrebbe cambiato
sostanzialmente la situazione drammatica in cui versa la lingua corsa nellisola, che
necessita del riconoscimento ufficiale e dellinsegnamento obbligatorio dalla scuola
materna alluniversità. Si tratta di misure vitali giacché la sola trasmissione
orale non è sufficiente. Il rifiuto resta tuttavia significativo ed attesta la volontà
dellEsagono di cancellare la lingua naturale del popolo corso, giudicata dal
movimento nazionalista uno dei pilastri della lotta di liberazione nazionale. La questione
della lingua riveste unimportanza non soltanto culturale ma anche eminentemente
politica: il riconoscimento renderebbe inevitabile la dimensione istituzionale del Popolo
che la parla e quindi il suo diritto allautodeterminazione.
2. CORSICA/ Autodissoluzione del "Canale Abituale"
Il Canale Abituale, gruppo clandestino legato al MPA (Movimento Per
lAutodeterminazione) ha annunciato lautodissoluzione in una conferenza stampa
tenutasi il 29 gennaio scorso alla presenza di circa 100 militanti incappucciati. Non si
è trattato di una vera sorpresa: questa organizzazione ha di fatto rinunciato dal 1990
(anno di nascita del MPA con la scissione dalla Cuncolta e del suo Canale Abituale dal
FLNC) alla lotta armata, per darsi unimmagine più accomodante (nel 1998, tra
laltro, ci saranno le elezioni territoriali) e soprattutto inserirsi nel sistema un
tempo combattuto, quindi riconosciuto e adottato: economia di mercato, liberismo, Europa
di Maastricht. Commentando tale decisione, dalla Cuncolta è stato rimarcato che ciò non
è detto comporti automaticamente la fine dellaggressione fisica di questa
organizzazione contro il movimento di liberazione nazionale (sparita la sigla "canale
abituale", uneventuale attacco -anche omicida- assumerebbe contorni anonimi),
sottolineando il fatto che il rifiuto al riconoscimento del popolo corso,
limposizione della zona franca, la repressione contro il movimento nazionalista, la
rivolta degli agricoltori e delle categorie socio-professionali, la disastrosa situazione
economica, attestano la volontà dello Stato francese di militarizzare lo spazio politico
corso e di ignorare il diritto di un popolo alla sua identità e alla piena sovranità.
3. CORSICA/ Cellula di crisi
Martedì 25 aprile membri della "cellula di crisi" (unità di 'pronto
intervento' composta da lavoratori, artigiani, operatori turistici, liberi professionisti,
agricoltori...) hanno occupato con unazione dimostrativa la nave Danielle Casanova,
allo scopo di informare e denunciare lo smembramento del tessuto economico della Corsica,
rivendicando la necessità di un nuovo quadro economico e sociale. Dalla sua costituzione,
la cellula di crisi ha sempre criticato gli eletti dei clan totalmente assoggettati e
'stipendiati' dal potere coloniale. La risposta delle autorità si è mantenuta in linea
con la scelta repressiva da qualche tempo adottata dal governo: dapprima il lancio di
lacrimogeni allinterno della nave, quindi lesplosione da parte dei gendarmi di
colpi darma da fuoco, come attestano i buchi lasciati dalle pallottole di piombo
sulle pareti del battello e le foto pubblicate da U Ribombu. A seguito
dellinterruzione dellattacco, la cellula di crisi decide di lasciare la nave
anche per non mettere a repentaglio la vita degli uomini dellequipaggio, dei
passeggeri e dei suoi stessi membri: "Ci hanno voluto spaventare, ma soprattutto
indurci a rispondere, per poi poter giustificare linevitabile spargimento di sangue
-afferma, mantenendo lanonimato per motivi di sicurezza, un componente della cellula
di crisi- Non avrebbero mai potuto pensare che non avremmo risposto. Il loro intervento è
stato un fallimento perché oggi ci sono tre buchi causati da arma da fuoco, senza che ci
sia stato un attacco o una risposta da parte nostra".
4. CORSICA/ Corsi della Diaspora
Nella dinamica di Corsica Nazione e dei suoi Cumitati di Rughjone (organismi territoriali
per un più ampio coinvolgimento della popolazione) si inserisce il "Cumitato di i
Corsi daltrò", organizzazione dei Corsi della Diaspora nel sud della Francia.
Già costituito in modo informale, a Tolone, nel 1994, i militanti intendono renderlo
ufficiale, dandone lannuncio in una conferenza stampa prevista nellambito di
una riunione pubblica per allargare ai numerosi corsi emigrati il progetto politico del
movimento nazionale.