Carlu Pieri è uno dei due segretari della Cuncolta Naziunalista; laltro, François Santoni, è parte della nutrita schiera di prigionieri politici còrsi, detenuto alla Rue de la Santé di Parigi. Abbiamo incontrato Pieri nella sede della Cuncolta a Bastia, prima di spostarci a Corti.
Corsica/ INTERVISTA A CARLU PIERI
Puoi spiegarci le scissioni nel movimento nazionalista e dare una chiave di lettura alla catena di attentati -soprattutto fisici- culminata con lautobomba del 1° luglio 96 a Bastia, che ha causato la morte di Petrucciu Lorenzi ed il tuo grave ferimento?
La prima scissione avvenne nel 1989. Tra il 1987 ed il 1989 vi furono molti dibattiti interni al movimento. Orsoni ed altri dirigenti e militanti del Fronte (F.L.N.C., Fronte di Liberazione Naziunale di a Corsica, organizzazione politico-militare nata il 5 maggio del 1976 dalla fusione di diversi gruppi clandestini, principalmente il Fronte Paisanu Corsu di Liberazione e Ghjustizia Paolina n.d.r.) erano in prigione e si confrontavano diverse sensibilità politiche. Ciò non deve sorprendere: allorigine cè la tendenza a superare le divergenze, in uno sforzo unitario che mette da parte tutto ciò che sia suscettibile di creare contrasti. Poi, quando il movimento cresce e si afferma, ognuno cerca di far passare il proprio progetto, diventa inevitabile la chiarificazione politica che investe la sostanza stessa della lotta di liberazione nazionale e sociale, nonché la strategia ed i mezzi per realizzarla. Ecco allora che, in caso di differenze inconciliabili, si verifica la scissione. È accaduto, daltronde, in Irlanda con la scissione nellIRA (nel 1969, tra lala marxista ortodossa degli Official e quella nazionalitaria, socialista e libertaria dei Provisional, lIRA attuale ndr), nellETA in Euskadi (Paesi Baschi, ndr) per ragioni simili. Dal 1984, nel movimento clandestino, un solo dirigente imponeva il proprio punto di vista. Nello stesso periodo -84/85- ero alla macchia con altri 4-5 militanti del Fronte e criticavamo questa direzione personalistica ed egemonica. In seguito gli arresti e, nel febbraio 1989, lamnistia che ci consentì di riprendere posizione nel movimento. I dibattiti continuarono, la contestazione si fece più forte e la dissidenza investì, grazie a noi, anche le strutture legali nelle quali eravamo confluiti. Si arriva così, sempre nello stesso anno, alla lettera di espulsione nei confronti di Pierre Poggioli che fonda, insieme ad altri 3-4 dirigenti, lANC (Accolta Naziunale Corsa, ndr) affiancata dal gruppo clandestino Resistenza che ha compiuto finora pochi attentati. Si sviluppò un dibattito naturale che verteva, principalmente, sul ruolo che doveva assumere il movimento clandestino: essere il braccio armato al servizio dellapparato legale ed intervenire solo quando questi lo richiedesse oppure essere la direzione politico-militare, sintesi di tutte le componenti del movimento nazionalista. Noi della Cuncolta Naziunalista eravamo e siamo per questa seconda opzione. Contemporaneamente erano in corso contatti con il governo socialista ed alcuni dirigenti, impegnati in prima persona, non ne rendevano partecipe il movimento. La Corsica viveva inoltre, in quel periodo, un momento di piccolo sviluppo economico e la futura dirigenza scissionista spingeva affinché il movimento entrasse in affari, senza preoccuparsi di sostanziare tale scelta in termini politici. Si arrivò addirittura al punto in cui un responsabile del Fronte stornò, a titolo personale o di fazione, fondi dal movimento. Ciò portò immediatamente allespulsione ed alla successiva scissione senza che il dibattito avesse il tempo di arrivare ad una naturale conclusione. Molti militanti rimasero con lespulso e nacque così il MPA (Movimento per lAutodeterminazione, ndr) le cui direttrici sono liberismo, investimenti, sviluppo affaristico destinato ad assicurare -come è stato- interessi personali, creazione di società, inserimento nel processo economico. Cè da dire che alcuni militanti pensavano sinceramente che si trattasse di un percorso efficace per laffermazione dei nostri diritti nazionali. La scissione coinvolse anche il Fronte: gli scissionisti presero il nome di FLNC canale abituale, mentre la parte vicina politicamente alla Cuncolta sarà da allora, il FLNC canale storico.
Quando si innesca la spirale di sangue?
Sin dal 90 i rapporti sono molto difficili. Cè, ad esempio, laffare
de U Ribombu, settimanale nazionalista della Cuncolta (uomini legati al nuovo gruppo
scissionista rubano i macchinari nella sede del giornale lasciando un proiettile in bella
vista, ndr). Ciò che mi preme sottolineare è che il Fronte storico ha sempre
rivendicato e spiegato i motivi che lo hanno portato a giustiziare alcuni personaggi,
diversamente dagli altri che hanno ucciso senza che vi fosse una ragione. Lo ha fatto,
cioè, come atto di difesa e dopo aver individuato le responsabilità. I dirigenti del MPA
hanno arruolato molte persone provenienti dalla criminalità comune, fuori da ogni logica
politica. Il comportamento -è un dato di fatto- non è dunque lo stesso. Prendiamo il
caso di Vincenziu Dolcerocca: non esiste una ragione che possa spiegare
lomicidio. Era facile ucciderlo, svolgeva funzioni di rilievo nel movimento (era
impegnato nello sviluppo del Fronte Sociale e tra i responsabili dellUnione di i
Travagliadori Corsi. Caduto in un agguato nei pressi di casa -e quindi finito con un colpo
alla nuca- alla vigilia delle Ghjurnate Internaziunale del 1995 di cui era il coordinatore
organizzativo, ndr) e lavorava alla luce del sole; nessuno ne ha mai rivendicato
lassassinio. Così come non cè ragione politica per la morte di Natale
Sargentini o per quella di Jules Massa, avvenuta nel febbraio del 96 ad Ajaccio, o
per lattentato a François Santoni, in cui ha perso la vita il giovane Stefanu
Gallo. Malgrado il Fronte Storico non volesse farsi coinvolgere nella
spirale di morte, il gruppo che ha il MPA come vetrina legale ha continuato ad uccidere.
È importante rimarcare che non si tratta di uno scontro per legemonia nel movimento
nazionalista. La regia è tutta dello Stato francese, lunico a trarre un duplice
vantaggio dagli omicidi: eliminare la dirigenza nazionalista della Cuncolta e del Fronte e
dimostrare che la Corsica non è in grado di autogovernarsi. Il MPA -ed organizzazioni
similari- sono il semplice strumento di questa strategia; i suoi dirigenti sono adesso
tutti allestero ed il Fronte abituale si è disciolto, ma non per
questo è diventato potenzialmente meno pericoloso.
Quali condizioni hanno portato allattentato del 1° luglio?
L11 gennaio del 96 il Fronte Storico tiene a Tralonca
(vicino Corti, capitale storica della Corsica Indipendente di Pasquale Paoli
dal 1755 al 1769, ndr) una conferenza stampa con 600 militanti, alla vigilia
dellarrivo del ministro dellinterno Jean Luis Debré, annunciando qualcosa di
più di una tregua: la smilitarizzazione dello spazio politico se lo Stato francese
dimostra una seria volontà di negoziare questioni fondamentali come, ad esempio, il
riconoscimento del popolo corso. Sembra che lo Stato francese sia interessato, ma si entra
in una fase di stallo. Rilascio unintervista a Le Monde, apparsa il 28 maggio del
96, nella quale metto in guardia lo Stato francese affermando che il processo di
pace è fragile e che ad una opportunità storica mancata può corrispondere una risposta
militare altrettanto importante. In sostanza, se lo Stato non si fosse assunto le proprie
responsabilità, la lotta armata sarebbe ripresa soprattutto nellesagono (la
Francia, ndr). Il 16 giugno vengo minacciato indirettamente da Juppé che dichiara che
non avrebbe risposto alle provocazioni di dirigenti nazionalisti e promette la linea dura.
Il riferimento è ovviamente alle mie dichiarazioni. Il 1° luglio lattentato a
Bastia con lautobomba.
Dovete sapere che gli uomini che hanno materialmente compiuto lattentato sono stati
identificati ed arrestati per motivi diversi e subito rilasciati. Il governo conosceva la
volontà degli attentatori, sapeva il Procuratore di Bastia che ci sarebbe stato un
attentato contro dirigenti della Cuncolta -è scritto in un documento ufficiale- ma non ha
predisposto misure di sicurezza. Noi dirigenti siamo 3-4: non sarebbe stata certo
unimpresa! Li hanno invece lasciati liberi di agire, creando persino le condizioni
per il loro operato. 2-3 giorni prima avevo partecipato ad una manifestazione insieme ad
altre 2.000 persone. Ora non dico che avrebbero dovuto proteggermi, non dico che avrebbero
dovuto salvare la mia vita, ma almeno la coscienza di evitare una strage... no, neanche di
quella lo Stato francese ha dato prova; del resto, se non ha materialmente mandato suoi
uomini, certamente ne è stato lispiratore.
Ci si poteva aspettare, dopo lautobomba, unescalation della
violenza; invece nulla, benché la tensione sia sempre alta...
Si può pensare che lo Stato francese abbia capito di essere andato troppo lontano; ci
sono stati 16 feriti, gente comune che si trovava a passare casualmente. Ciò non
significa, tuttavia, che lo Stato abbia rinunciato allomicidio come strumento per
regolare i conti con il nazionalismo corso.
Lesecuzione di Sozzi, rivendicata dal Fronte storico con
un inaspettato intervento pubblico alle Ghjurnate del 93, può essere
considerata il primo atto di questa spirale di sangue?
Sozzi fu escluso dal Fronte per ragioni esclusivamente politiche: semplicemente non era
daccordo con la linea espressa dalla direzione. Ma era un uomo onesto, un militante
e nazionalista sincero. Fu manipolato e coinvolto in un progetto sporco, organizzato da un
gruppo di persone senza scrupoli che avevano formato unorganizzazione clandestina
con lobiettivo di eliminare fisicamente la dirigenza del Fronte. Furono costretti ad
ucciderlo, ma questa morte non ha nulla a che vedere con gli attacchi che ci sono stati
portati. LANC ha tentato di gestirla strumentalmente benché la maggior parte di
loro non lo conoscesse neanche di vista.
Quali le prospettive della vostra lotta?
Noi andiamo verso lindipendenza da ottenere con acquisizioni graduali. Una di
queste è una forma di autonomia che riconosca lesistenza del popolo corso. Ci siamo
già andati vicini: lo Statuto Deferre nel 1981 e quello Joxe nel 1983 enunciavano la
nozione di popolo corso. Il parlamento francese votò nel 91 un atto di
riconoscimento del nostro popolo, ma il Consiglio Costituzionale invalidò il
provvedimento in quanto lesivo della Costituzione che sancisce il popolo francese entità
unica ed indivisibile. Unaltra tappa per noi intermedia è lart. 74 della
Costituzione che riconosce ai Territori dOltre Mare particolari prerogative. È
essenziale ottenere il riconoscimento della lingua e della cultura, sviluppare
uneconomia autocentrata, ma il nostro obiettivo resta lindipendenza che passa
inevitabilmente per il riconoscimento del popolo corso.
Oltre che contro la colonizzazione, come vi ponete nei confronti del
capitalismo e delle sue organizzazioni sovranazionali (Banca Mondiale, Fondo Monetario
Internazionale, WTO, NATO, ecc.)?
Ci troviamo di fronte a strutture statali e ad opzioni economiche imposte dal
capitalismo. La nostra lotta vi si oppone naturalmente, come si oppone ai tecnocrati
liberisti che già dieci anni fa hanno deciso di fare della Corsica parte di una
macroregione comprendente la Sardegna ed altri territori. Dal punto di vista pratico
abbiamo realizzato associazioni agricole, di produttori, di consumatori e strutture che
danno lavoro a molte persone come, ad esempio, Bastia Securità. Dando preminenza al
sistema associativo contrastiamo alle fondamenta leconomia liberista. Il "Fronte
Suciale è Ecunomico" attualmente in corso di costituzione vuole privilegiare
temi quali la lingua, la cultura, i trasporti, che rimangono sempre fuori dalle lotte
sindacali; ad esempio strutture forti come la STC (Sindicatu di i Travagliadori Corsi,
ndr) nelle loro rivendicazioni hanno difeso i contratti di lavoro ottenendo anche aumenti
salariali o regolarizzando lavoratori in nero. Ma la lingua? La cultura? I trasporti? Sono
stati totalmente ignorati. Laumento salariale non risolve i problemi, perché poi
tutto aumenta ed i soldi finiscono con lessere solo di passaggio nelle nostre
tasche. È normale che padroni e operai abbiano interessi divergenti, ma il Fronte Sociale
vuole essere un luogo di incontro e di dibattito in cui trattare i problemi strutturali
che affliggono la Corsica.
Qual è la situazione attuale?
Il Fronte ha decretato una tregua per favorire il processo di pace, ma in Corsica ci
sono ancora più di 6.000 gendarmi, in proporzione molti più che in Francia. Certo, il
popolo risente di 20 anni di lotta e chiede un periodo più costruttivo, ma anche per lo
Stato lo scontro è pesante. Non vogliamo ragionare in termini di contabilità, fra
attentati e arresti; non è così che si può procedere. Le parti devono assumersi
pienamente le loro responsabilità. Noi siamo pronti ed abbiamo sempre dato prova di
massima disponibilità, ma in assenza di passi altamente significativi e di riconoscimenti
fondamentali, non intendiamo abbandonare la lotta armata, perché senza di essa oggi non
esisterebbe più il popolo corso e verrebbe a mancarci un mezzo di pressione fondamentale,
visto che tutto si riduce pur sempre a rapporti di forza. Ecco alcune delle misure che
dovranno essere applicate per instaurare progressivamente le condizioni di pace: 1.
riconoscimento del popolo corso; 2. sviluppo culturale con lufficializzazione della
lingua corsa e lobbligo del suo insegnamento; 3. sviluppo economico controllato
attraverso un Codice degli Investimenti ed una fiscalità precisa; 4. necessaria
evoluzione istituzionale. Vorrei ricordare che Raymond Barre (esponente del centrodestra
ed ex ministro, 1976-81, dellallora presidente Valéry Giscard dEstaing,
ndr) ha dichiarato (maggio 96, ndr) -e lo credeva sinceramente- di essere favorevole
allindipendenza della Corsica. Non rappresentiamo nulla di importante per lo Stato
francese nemmeno numericamente, visto che siamo soltanto 250.000 abitanti; considerando
anche i molti emigrati, si tratta di percentuali modestissime sul totale
dellimmigrazione in Francia.
Che obiettivi si pone Corsica Nazione?
Corsica Nazione ha ottenuto il 20% dei voti nel 1992 alla sua prima partecipazione
elettorale ed era originariamente composta da gruppi eterogenei quali lANC,
lUPC (Unione di u Populu Corsu, di idee autonomiste, ndr), Per u Paese
(una cinquantina circa di intellettuali, ndr) ed i Verdi corsi, oltre ovviamente alla
Cuncolta Naziunalista. LANC, non appena ebbe due eletti, abbandonò la coalizione.
Anche lUPC si è poi tirata fuori, perché questo partito è contro la strategia e
luso della lotta armata. Era evidente che tali differenze avrebbero impedito un
percorso comune di lunga durata. Adesso Corsica Nazione è organizzata localmente in "Cumitati
di Rughjoni" (organismi regionali di simpatizzanti, ndr). È diventata un
luogo di incontro dove ognuno è presente individualmente, non come rappresentante di una
organizzazione, ed anche chi non è fortemente politicizzato può esprimere le proprie
opinioni, cosa che sarebbe oggettivamente più difficile in un partito come la Cuncolta
che affronta temi marcatamente ideologici. In breve si può dire che Corsica Nazione è
spirito di unità, dove si pratica lautorganizzazione del Popolo Corso per favorire
lesercizio della democrazia diretta.
Qual è la composizione sociale della Cuncolta?
In Corsica non ci sono molti operai, perché non cè mai stata una vera
industrializzazione, piuttosto impiegati, contadini, piccoli allevatori, pescatori... Non
abbiamo un definito gruppo sociale di riferimento: fra gli iscritti alla Cuncolta ci sono
anche avvocati, dottori, ecc. Per Popolo Corso non intendiamo quello storico
ma, secondo la nozione di comunità di destino, tutti quelli che hanno a cuore le sorti
della Corsica, il futuro di questa terra, indipendentemente dalla loro provenienza o luogo
di nascita. Qui ci sono molti italiani e francesi, chi da poco e chi da qualche
generazione; adesso parlano come corsi, in futuro potranno esprimersi a nome della loro
comunità dorigine come componente del popolo corso.
Corsica Viva si è scissa dal MPA e, nelle dichiarazioni della sua
componente armata, sembra ora più vicina alla Cuncolta. Pensi sia possibile una
ricomposizione?
Chi vuole davvero la liberazione nazionale può trovare spazio nella Cuncolta
Naziunalista o in Corsica Nazione. Il gruppo clandestino a loro legato ha rivendicato un
solo attentato a dispetto delle dichiarazioni roboanti. Non vanno presi sul serio; o
sbagliano o fanno sbagliare.