Un atto di barbarie. Israele spara sugli aiuti umanitari


Assalto alla flottiglia multinazionale che portava aiuti umanitari ai palestinesi della Striscia di Gaza. Un massacro. L'attacco è avvenuto in acque internazionali, per bloccare gli aiuti alla popolazione palestinese, affamata ed in condizioni sanitarie drammatiche in cui il Muro e l'embargo israeliano l'hanno ridotta per punirla dell'esito elettorale che nel 2007 ha portato Hamas al governo. Per questo Gaza è diventata una vera e propria prigione a cielo aperto. Le teste di cuoio israeliane hanno fatto irruzione sul ponte della nave passeggeri turca "Mavi Marmara", una della Freedom Flotilla, ed hanno aperto il fuoco. Una strage. Il bilancio per ora è di 19 morti ed una trentina di feriti. 

Per giustificare il bagno di sangue le autorità israeliane parlano di diritto di difesa, di pericolo imminente per i commandos israeliani paracadutati sulla flottiglia che, lo ripetiamo, navigava in acque internazionali. Quindi stanno farneticando di fantomatiche armi a bordo. Queste giustificazioni e il rammarico ipocrita che esprimono, riflette solo arroganza. E debolezza. Aver paura di aiuti umanitari (alimenti, attrezzature mediche, case prefabbricate), abbordare e far fuoco per fermarli, è la spia dello sbandamento politico e di un vuoto di valori che affonda le sue radici da moltissimo tempo. A bordo della flottiglia premi nobel per la pace, deputati di vari paesi, membri di Ong internazionali, militanti della solidarietà internazionale, ex internati ebrei dei campi nazisti. 

Questo (ennesimo) crimine sionista sarà un ulteriore banco di prova. Soprattutto agli occhi del mondo arabo e musulmano: una risposta inadeguata alla gravità del fatto legittimerebbe il convincimento che Israele gode davvero della più assoluta impunità nella consumazione dei suoi crimini e che la politica dell'Occidente (USA in testa) in Medio Oriente si consolida all'insegna dei “due pesi, due misure”. 

I prevedibili effetti del blitz armato notturno fanno pensare che Israele ("la più grande democrazia del Medio Oriente") abbia inteso scoraggiare, intimidendola nel sangue, l'iniziativa umanitaria del boicottaggio dei prodotti israeliani e della raccolta di aiuti umanitari ai palestinesi in questa fase in crescita in Europa e nel Mondo, che abbia voluto ribadire che le regole del diritto internazionale non valgono per lo Stato sionista e che intenda saggiare le reazioni concrete, effettive, forse in previsione dell'attacco unilaterale più volte minacciato all'Iran. Con, sullo sfondo di questa tragedia, un interrogativo che in diversi, a diverso livello, stanno ponendo: la deliberata aggressione, dalle ben prevedibili conseguenze all'imbarcazione turca, incorpora anche un messaggio di punizione esemplare ad un paese, la Turchia, che insieme al Brasile, nei giorni scorsi, ha sottoscritto un importante accordo di pace e di collaborazione nucleare con l'Iran? In Turchia, che paga il tributo di sangue più alto di questo atto stragista sionista, ne sono convinti in molti. Dai vertici politici alle moltitudini di manifestanti scesi per le strade...

Comunque una cosa è certa: la barbarie non passerà. E' scritto nella Storia.



Indipendenza
31 maggio 2010

 

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