Palestina/ Scontri? No, tiro a segno!


Sono nove i palestinesi uccisi ieri nei violenti scontri con l'esercito israeliano sul confine tra Gaza e lo stato ebraico. Lo confermano fonti mediche della Striscia che parlano anche di 1354 feriti, di cui 33 gravi. Cos il lancio dell'Ansa di oggi. Morti e feriti che si aggiungono ai tanti altri dei giorni scorsi. Lungo il Muro di Israele decine di migliaia di palestinesi manifestano da giorni e continueranno con questa modalit fino al 15 maggio, anniversario della Nakba ("Catastrofe"), l'esodo palestinese del 1948, in concomitanza con il trasferimento dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme.


Nel lancio dell'Ansa vi
una parola chiave cui gi ricorrono giornali e notiziari televisivi: scontri. una notizia falsificata, manipolata, inquinata nel linguaggio e nell'omissione delle immagini di tanti palestinesi (uomini, donne, bambini, anziani) o assassinati o portati via in barella. Un'accorta miscela di vero e di falso. Non sarebbe improprio definirla, con linguaggio 'alla moda coloniale', una "fake new". Ma politicamente corretta e allora 'everything goes'.

Al confine, l'esercito israeliano ha schierato i cecchini che sparano. Non scontri, quindi, ma cecchinaggio, tiro a segno.


Intanto Washington, per la seconda volta, blocca una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sul diritto dei palestinesi a "manifestare pacificamente" e su un'inchiesta indipendente sui fatti di Gaza. Lo riferisce l'ambasciatore palestinese Riyad Mansour secondo cui 14 dei 15 membri del Consiglio erano d'accordo sulla dichiarazione, ma gli USA, stretti alleati di Israele, si sono opposti.


"Indipendenza"
7 aprile 2018