"E TU ORA COSA PENSI?..."
- un incontro con Isaac e Norma Velazco-
Un anno fa, il 17 dicembre 1996, un gruppo di guerriglieri del MRTA
(Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru) occupava lambasciata giapponese a Lima, come
estrema forma di protesta contro il sistema carcerario peruviano, per la liberazione dei
prigionieri politici uccisi lentamente, giorno per giorno, nelle prigioni di Fujimori.
Loccupazione finì quattro mesi dopo con lintervento delle teste di cuoio
peruviane, addestrate da istruttori americani. I guerriglieri vennero giustiziati e fatti
letteralmente a pezzi (alcuni decapitati). Nei comunicati del MRTA si sostiene che "come
gran parte del Sud del mondo, il Perù si trova sotto il tallone del neoliberismo e il suo
sviluppo economico avviene a scapito delle masse popolari, in particolare delle
popolazioni indigene". Da questo punto di vista lazione per quanto estrema
del MRTA è stata vista anche come "una risposta alla violenza del sistema
politico ed economico, un tentativo di riaffermare la dignità umana".
Ne abbiamo parlato con Isaac Velazco, intervenuto con la moglie Norma in quanto
rappresentati del MRTA, ad un incontro-dibattito tenutosi a Vicenza, presso Villa Lattes,
il 15 dicembre. Isaac porta i segni indelebili delle torture cui è stato sottoposto,
torture che comunque non hanno potuto scalfire il profondo senso di dignità che traspare
dai suoi gesti e dalle sue parole, testimonianza vivente dei milioni di Indios massacrati
e perseguitati dai colonizzatori europei.
Che cosa intende sottolineare dellattuale situazione in America
Latina e in particolare nel Perù?
Vorrei ricordare cosa rappresenta lattuale modello neoliberista per i popoli
dellAmerica Latina, dellAsia, dellAfrica... i cosiddetti popoli
sottosviluppati. Sono questi popoli che hanno reso possibile, subendo uno sfruttamento
durato ormai 500 anni, lo sviluppo industriale e le attuali condizioni materiali di vita
di coloro che ancora ci opprimono, i paesi sviluppati.
Come si è concretizzato tutto questo nei territori che
costituiscono lattuale Perù?
I diritti del nostro popolo non sono mai stati rispettati. Ci è stato impedito di parlare
la nostra lingua e ci è stata imposta quella dei conquistatori; la nostra cultura è
stata proibita. Abbiamo dovuto subire un modello economico portato dallEuropa e le
nostre terre comuni sono diventate terre dei conquistatori. Con violenza ci hanno tolto la
libertà e ci hanno trasformato in servi e schiavi, obbligandoci a lavorare quelle terre
che erano state nostre, a scendere nelle profondità della terra per estrarre loro,
insieme al denaro unico vero Dio dei conquistatori. Quelloro estratto dai nostri avi
servì per laccumulazione originaria del capitale che permise lo sviluppo
industriale in Europa. Ricordo che anche ai nostri giorni circa diecimila tonnellate di
oro estratto in Perù prendono ogni anno la via dellEuropa e degli Stati Uniti. Per
cinquecento anni tutto il continente denominato America Latina ha sopportato il saccheggio
delle risorse naturali. Più di 13 milioni di indigeni in Perù, e 64 milioni in tutta
lAmerica Latina, furono assassinati nel più grande genocidio mai registrato dalla
storia dellumanità e di cui quasi nessuno ha il coraggio di parlare.
Come vivevano gli indigeni prima dellarrivo dei conquistatori?
Nel continente sudamericano si erano sviluppate culture autoctone che avevano fornito
soluzioni molto positive alle necessità delle popolazioni. Leconomia non si basava
sulla proprietà privata ma sul lavoro comunitario e, grazie ad un complesso sistema di
opere idrauliche, lagricoltura era ben sviluppata. Gli indigeni non conoscevano la
fame e vivevano in un buon rapporto con la natura. La colonizzazione bloccò lo sviluppo
di queste culture e il nostro popolo subì la violenza di un nuovo modo di concepire
lorganizzazione sociale -quello dei conquistatori- basato sulloro, il denaro,
la proprietà privata e il possesso di servi e schiavi. Era la visione del mondo
dellEuropa feudale, monarchica, dove già esisteva la proprietà privata delle terre
e per imporla anche nel nostro continente si ricorse al genocidio.
Cosa sta accadendo ai nostri giorni in Perù, e in genere nel "Cono
Sud", con il Nuovo Ordine Mondiale?
Il colonialismo ha ceduto il passo al neocolonialismo e questo al neoliberismo che
costituisce il vero e proprio imperialismo della nostra epoca, in grado di soddisfare la
bramosia e lavarizia dei pochi maggiori proprietari di capitali del mondo. Il
capitalismo selvaggio attualmente applicato in Perù ha comportato la privatizzazione
delle imprese statali, il fallimento di molte industrie e, come conseguenza, il
licenziamento e la disoccupazione di migliaia e migliaia di lavoratori. Attualmente in
Perù il 75% della popolazione attiva è senza lavoro o sottoccupata e questo si riflette
anche a livello delle organizzazioni dei lavoratori. Nel 1990 gli operai iscritti al
sindacato erano due milioni; oggi soltanto 600.000. Ovviamente il modello neoliberista
favorisce condizioni che garantiscono un maggior sfruttamento dei lavoratori. Il diritto
alla sindacalizzazione viene conculcato, oltre che con la repressione, attraverso
contratti di lavoro precario, senza stabilità lavorativa, soprattutto per i giovani. In
questo contesto si assiste ad un aumento della povertà; attualmente almeno 12 milioni di
peruviani sono in condizioni di autentica miseria. Secondo i dati della Banca Mondiale, il
Perù si trova al 10° posto come indice di povertà. Il 40% della popolazione sopravvive
con meno di un dollaro al giorno.
Qual è, in questo tragico scenario che ha delineato, la situazione
dellinfanzia?
Ovviamente le principali vittime di questa situazione sono i soggetti più deboli, come
appunto i bambini. Molti bambini cercano di alimentarsi rovistando tra le immondizie e
chiedendo lelemosina. Molti sono costretti a lavorare, sottopagati, in età
giovanissima, altri si trasformano in mercanzia sessuale. È normale incontrare bambini
tra i 9 e i 14 anni che si prostituiscono nelle zone residenziali. I giovani che non
trovano lavoro sono spinti a rubare per sopravvivere. Attualmente le carceri sono piene di
questi giovani cui il modello neoliberale non offre un futuro.Eppure il Perù è molto
esteso e
relativamente poco popolato con i suoi 23 milioni di abitanti. Inoltre è ricco di risorse
naturali che potrebbero garantire una vita dignitosa a tutti i suoi abitanti...
Il vostro movimento riconosce un ruolo particolare alle culture
indigene?
Attualmente il Perù costituisce una società pluriculturale, sia dal punto di vista
etnico che linguistico. Come MRTA riconosciamo questa realtà e la incorporiamo nel nostro
processo di trasformazione e liberazione sociale. Noi lottiamo affinché le popolazioni
indigene, assieme a tutto il popolo peruviano, vengano rivalutate in quanto esseri umani.
In particolare riconosciamo nella cultura tradizionale indigena un elemento molto
importante per la costruzione di una società basata sulla dignità umana: la comunità
andina, una forma di produzione e di organizzazione sociale che ha come base il lavoro
solidale e la proprietà comunitaria. La comunità andina implica la partecipazione di
tutti i membri della comunità in quanto comuneros allorganizzazione sociale; le
autorità vengono scelte da tutti, in modo democratico, diretto e partecipativo. Quando i
rappresentanti non corrispondono alle esigenze della comunità vengono immediatamente
revocati. Il prodotto del lavoro solidale viene distribuito tra tutti i membri della
comunità. A questa tradizione india noi facciamo riferimento per il nostro modello di
società.
Unultima domanda. Come giustifica lazione compiuta a Lima
dal vostro gruppo nella residenza dellambasciatore giapponese e conclusasi
tragicamente?
Non ho niente da giustificare. Il nostro popolo è stato vittima di ogni violenza per
più di 500 anni. Anche adesso la violenza è un elemento strutturale della società
peruviana e lo Stato la applica sistematicamente contro la popolazione. È una vera e
propria azione di sterminio contro chi si ribella ad un sistema economico che lo condanna
a morire di fame. Penso che un popolo ha il diritto di difendersi. Come può la Comunità
internazionale considerare democratico un governo che tra il 92 e il 95 ha
incarcerato 10.000 prigionieri politici, che ha torturato quasi 100mila persone
(soprattutto con scariche elettriche sulla lingua, sui genitali...) per ottenere
informazioni, per far loro confessare azioni che non avevano commesso? Sono
centinaia le donne violentate e le comunità indigene sterminate dallesercito. I
nostri compagni sono entrati nella residenza per denunciare la guerra non
dichiarata del neoliberismo contro lumanità, per mostrare a tutti come in questo
paese solo pochi privilegiati possono vivere al livello del primo mondo, a prezzo della
vita di milioni di diseredati. Eppure, anche se molti dei presenti nellambasciata
erano complici della barbarie delle multinazionali e del governo, sono sempre stati
trattati come esseri umani dal MRTA (i guerriglieri liberarono anche la madre di
Fujimori ndr). La maggior parte dei media ha definito lazione del MRTA un
atto terrorista. E tu ora cosa ne pensi? E cosa credi penseranno quelli che leggeranno
le mie dichiarazioni?
Gianni Sartori