Grecia, euroatlantismo, dipendenza: la servitù italiana
L'attacco politico della finanza USA alla Grecia ha questi obiettivi: centralizzare auspicabilmente su Commissione Europea e Banca Centrale Europea le politiche economiche e di bilancio degli Stati dell'Unione Europea; spazzar via definitivamente le sovranità degli Stati, ridimensionando spinte autonome e concorrenziali di paesi che, capitalisticamente, hanno dato qualche segnale di autonomia, come la Germania. Insomma, legare ancora più strettamente a Washington i destini dei popoli 'europei'.
Così i costi delle speculazioni della finanza USA vengono fatte pagare, anche dai ceti politici più o meno degli Stati europei, ai propri cittadini. Gli effetti di questa ulteriore stretta anche in Italia: varata oggi la manovra finanziaria aggiuntiva da 24 miliardi di euro in due anni. Dal centrodestra al centrosinistra tutti servilmente concordi: dopo la crisi greca, la finanza a dominanza USA e l'Europa ci minacciano di un attacco speculativo ai titoli di Stato e di pesanti sanzioni se non si varano misure "lacrime e sangue". I distinguo dal centrosinistra sono figli della necessità di far vedere ai propri elettori che si è contro il governo criticandone alcune scelte di prelievo. Non arraffare soldi, chiedono, ma riforme strutturali. Insomma, come a dire: noi vogliamo essere più efficienti di quei dilettanti del centrodestra. Oltre, quindi, non c'è alcuna analisi e critica di fondo ai meccanismi e diktat euroatlantici.
E con i nodi della dipendenza, intanto, gli italiani cominciano a conoscerne sempre più le conseguenze: ulteriori tagli sociali, precarizzazione ed insicurezza crescenti di aspettative e aspirazioni di vita. Dal governo bastano le parole di Gianni Letta (un intervento "duro, con sacrifici pesanti") a rendere l'idea. Da Washington il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rilancia la voce del padrone. E' una strada obbligata, "in tutta Europa occorre ridurre il debito pubblico", dice, e per farlo "occorrono sacrifici distribuiti con equità tra i cittadini" (nella manovra c'è in effetti un po' di fumo agli occhi in tal senso). Quindi un invito alla maggioranza (prenda decisioni "responsabilmente") e all'opposizione (le "condivida").
L'Europa (cioè Commissione Europea e BCE) minaccia di ridurre o azzerare i contributi. Così avverte il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che alle regioni (spesso beneficiarie dei contributi europei) ha spiegato i rischi che potrebbero derivare dall'aggiornamento del Patto di Stabilità. Il patto di stabilità -ha spiegato il ministro durante l'incontro sulla manovra con gli enti territoriali- verrà modificato e reso più rigido. Si sta andando verso un processo di ridefinizione del calcolo dei contributi europei (finanziati dagli Stati membri ma redistribuiti da Bruxelles) che possono essere ridotti o azzerati a chi sarà in deficit eccessivo (l'Italia è il terzo Paese a ricevere questi interventi).
Tra riduzione della spesa pubblica, congelamento triennale degli stipendi dei dipendenti pubblici (che è come dire taglio di fronte al costo crescente della vita), intervento sulle finestre di uscita per le pensioni di anzianità ed altre amenità simili, passa questa notizia data dall'Ansa:
DA ENTI INUTILI FONDI PER MISSIONI PACE - I fondi che saranno reperiti dalla chiusura degli enti 'inutili' saranno "versati entro il 31 ottobre 2010 all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al fondo per il finanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace".
Una ulteriore considerazione, legata a questa servitù del nostro paese: negli anni tutti i nostri governi, centrodestra e centosinistra, si sono indebitati per miliardi di euro, (anche) per pagare il mantenimento delle basi e dei depositi nucleari statunitensi in Italia e sostenere gli oneri (di soldi e di sangue) di tutte le guerre da loro volute. Una delle ultime voci riguarda l'acquisto dei cacciabombardieri F35 (solo per questi: 13 miliardi di euro). Qui i soldi saltano fuori. Non sarà l'ora di lanciare in questo paese una grande lotta patriottica di liberazione?
Indipendenza
25 maggio 2010