Hezbollah, la Resistenza come dono

- notiziario speciale sulla guerra d’aggressione israeliana in Libano -

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C’è chi ha definito l’aggressione sionista in Libano come l’inizio della “terza guerra mondiale” (26 agosto). Svariate dichiarazioni (2, 13), rivelazioni (14) ed analisi, anche israeliane (17), vanno in questa direzione: l’aggressione va inquadrata nel progetto statunitense di “Nuovo Ordine Mondiale”, di cui il ridisegno della mappa e degli equilibri geopolitici in Medioriente è un tassello fondamentale. Ecco perché i “venti di guerra” (19, 20, 23, 26) spirano ancora nell’area. Beirut è semplicemente la prima tappa, Damasco e Teheran le prossime, anche se gli impantanamenti in Iraq ed Afghanistan, ed il fallimento in Libano stanno scompaginando i piani dell’aggressività della Casa Bianca. Sullo sfondo, più o meno defilati, restano quelli che per Washington sono i due veri rivali geopolitici per il dominio nel XXI secolo: Mosca e Pechino.

Uno scenario del tutto occultato dalla manipolazione massmediatica dominante. Ancora oscuro è il luogo (Israele o Libano?) dove i due soldati israeliani sono stati catturati (1), pretesto “ufficiale” del conflitto, e poco o niente si parla delle centinaia e centinaia di libanesi sequestrati nelle prigioni israeliane (1), alcuni da trent’anni. Pressoché nascoste, poi, le immagini delle vittime del “terrorismo di Stato” (8) israeliano, delle distruzioni sistematiche, dei bombardamenti che hanno visto sperimentate ed impiegate terrificanti armi di distruzione di massa (2, 5, 6, 11, 12, 14, 20, 21, 26, 29) sulla popolazione civile. Qualche notizia sulla percezione del conflitto nel mondo arabo (8) e sull’aspra conflittualità nel mondo politico e massmediatico di Israele (9, 10, 11, 12, 14) per l’esito disastroso del conflitto, non certo per il migliaio di vittime civili e le immani devastazioni in Libano (8, 15, 23, 27, 30).

 

E su Hezbollah? Il battage mediatico dominante è univoco: si tratta di un’organizzazione “terrorista”, che si servirebbe addirittura di scudi umani (2, 23), e non piuttosto di un legittimo movimento di resistenza (3, 8, 12) costituitosi in seguito all’aggressione dell’«immorale» (30) (lo dice l’ONU) Israele in Libano nel 1982 (1). Con buona pace (shalom) della propaganda sionista, Hezbollah è un’organizzazione nazionale sciita libanese radicata nella società e nel popolo –grazie a cui è riuscito a sconfiggere uno dei più potenti eserciti del mondo (2, 7, 11) ed è parte imprescindibile del quadro politico del paese, con deputati e persino ministri (11, 13). Una forza antimperialista con un programma sociale avanzato, dentro Hezbollah dicono “di sinistra” (13, 16), che, ampiamente diffusa nel paese, fornisce tra l’altro servizi amministrativi, sociali, sanitari e previdenziali non solo agli sciiti, ma anche a cristiani, sunniti e drusi, in nome della valorizzazione del fondamento nazionale e contro le logiche divisorie di stampo comunitario che le grandi potenze hanno da sempre alimentato per spaccare il paese (13, 25).

 

Su questi ed altri nodi (curiose anche le notizie al 9, 13, 25) intende soffermarsi questo notiziario. È importante che si prenda coscienza delle strategie statunitensi ed israeliane (non solo) nell’area e dunque della funzione che andrà a giocare l’ONU (al 23 si rilevano alcune contraddizioni), di cui l’Italia (12, 13, 23, 29), grazie al servilismo del governo (anche) di centrosinistra, costituisce forza rilevante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Indipendenza”, agosto 2006