– gli Stati Uniti rafforzano le proprie forze militari offensive nel Mediterraneo –
Alla gita sul sommergibile
nucleare americano c’erano il Procuratore della Repubblica Valerio Cicalò, il
presidente dell’Ente Parco Gianfranco Cualbu, il
sindaco di Olbia Settimo Nizzi, il vicesindaco de La
Maddalena Gigi Pirredda, più un’altra decina di
importanti personalità del territorio. Questo riferisce Francesco Giorgioni sull’Unione Sarda (4/10/03), che annuncia:
«Affare fatto tra governo italiano e amministrazione militare americana. Il
ministro della Difesa Antonio Martino avrebbe dato infatti il via libera
all’ampliamento della base americana per sommergibili a propulsione nucleare di
Santo Stefano, che prevede un aumento degli insediamenti per 52 mila metri cubi».
Della vicenda se ne è occupato anche Giulio Giudice, consigliere di Forza
Italia della Provincia di Sassari. È presidente della commissione Ambiente e
parchi ed è stato lui a sollevare il caso nel novembre dello scorso: «Da fonti
che non posso rivelare ma che ritengo attendibili ho appreso che a Santo
Stefano starebbero per arrivare altri 6 sottomarini e 5000 uomini. In tal modo
si passerebbe da 2 a 8 sommergibili nucleari e da 3000 a 8000 militari di
stanza nell’isola. Mi spiegate com’è possibile conciliare tutto questo con il
Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, area protetta destinata a
diventare patrimonio dell’umanità?». Il Comitato paritetico regionale sardo
per le servitù militari ha espresso parere negativo all’ampliamento della base
americana a La Maddalena. Nella base USA staziona una nave appoggio in grado di
cambiare le barre radioattive dei propulsori nucleari marini (i quali, è bene
ricordarlo, sono centrali atomiche a tutti gli effetti). In nessun’altra base
USA all’estero si possono effettuare operazioni così rischiose. Ma in Italia è
consentito in un’isola straordinaria, che dovrebbe essere tutelata da un
apposito Ente Parco. Il 13 novembre 2002 l’Oklahoma City, un sottomarino USA da
attacco nucleare (e con propulsione nucleare), è entrato in collisione con un
mercantile nel Mediterraneo. L’Oklahoma City si è quindi diretto ‘in un porto
per le riparazioni’: il quartier
generale della Sesta Flotta a Gaeta non ha infatti voluto menzionare la
base dove è stato riparato. Ma sappiamo che la stampa sarda e il Comitato sardo
Gettiamo le Basi hanno accertato che a La Maddalena è stato riparato
l’Oklahoma City.
Anna B. (L’Aquila)
ottobre 2003