ATTENTATO AL PACIFISMO
(Home)

 

Questa sera sono andato ad una festicciola dell'Unità, e li vi ho trovato Intini, Violante, esponenti della Margherita, di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani… tutti intenti a ripetere le solite tre parole: NO AL TERRORISMO!

 

Come sono stati rilasciati i tre italiani... sotto elezioni europee? Con i quali Silvio Berlusconi si è pompato almeno un 5% dei voti?

 

Chi ha rapito Enzo Baldoni? Non si sa. Nel frattempo, il ministro degli esteri Frattini dichiarava che l’Italia non avrebbe trattato con i terroristi... e la sinistra aveva immediatamente ribadito che la politica della fermezza era la politica della fermezza... l'avevano usata anche nel periodo brigatista... è andata bene: si sono liberati di Aldo Moro… e ci siamo sbobbati altri decenni di Andreotti, che aveva tutti i difetti ma la torta la divideva anche a sinistra... briciole ma le dava.

 

Poi siamo venuti a sapere che Enzo Baldoni voleva fare un’intervista ad Al Sadr –la voce dell’opposizione irachena e degli sciiti– proprio mentre questi si era chiuso dentro la città santa e gli USA subivano attentati agli oleodotti. Bush proprio non sopportava questa intervista… avrebbe dato voce a tutto il mondo della rivolta irachena contro il suo petrolio… una spintarella l’avranno data... e il nostro governo pure… si è aggregato per la spintarella. Risultato: Baldoni nel fosso, che ci fa ricordare Ilaria Alpi.

 

Ora tocca alle due italiane, due donne pacifiste. Immediatamente Fassino torna a ripetere che ci sarà la linea della fermezza... la destra anche... e uno si domanda: ma dove sta la torta ?

 

La torta, cari pacifisti, siamo noi.

 

Infatti, sia Violante che Intini e gli altri hanno ripetuto alla festicciola che i terroristi avevano cambiato linea... non volevano e non vogliono nessun altro in mezzo a loro nello scontro diretto con gli americani… che i pacifisti con Baldoni prima, con le nostre due Simone ora, sono sotto tiro. È un chiaro messaggio a togliersi dai coglioni, e che oggi, con la manifestazione del buon Walter Veltroni, bisogna schierarsi per la pace ma anche contro i terroristi. Mmmmm. È come dire: non sono razzista, ma con gli africani non ci parlo. È come dire: non capisco il terrorismo, ma sono per la pace senza di loro. È come dire: non ammetto che se tiro le bombe occidentali sulla zucca araba, questi poi reagiscano. Le nostre bombe sono umane – e intelligenti –, fanno fuori tutta la sua famiglia musulmana… ma non si fanno riprendere dalla TV. Niente manifestazioni per loro, niente pietà per quei corpi straziati divorati dal deserto geografico e morale... come se non esistessero... le nostre bombe non sono sceme... esplodono nell'indifferenza totale.

 

Insomma, è come dire: dai, su, pacifisti, state contro il terrorismo, incazzatevi con gli iracheni: hanno ucciso Baldoni, hanno catturato le due Simone… noi dichiariamo la linea della fermezza, poi le faranno fuori. Volete ancora ripetere “senza se e senza ma”? Direte ancora “resistenza irachena”? Avete visto cosa fanno questi terroristi?...

Ora ci votate... il movimento lo abbiamo bruciato definitivamente... come nel 1978... la storia si ripete. Solo che allora ci incazzavamo contro chi aveva ucciso Aldo Moro, non contro chi lo aveva lasciato allo sbaraglio, volutamente... Oggi ci incazziamo con i terroristi, non con chi fa saltare in aria quotidianamente il popolo iracheno.

 

E allora ribaltiamo il tutto, perchè anche con i servizi segreti vi abbiamo beccato. Facciamo un’offerta. Volete il nostro voto? Allora:

 

1) Non vogliamo più sentir parlare da sinistra della linea della fermezza, ma di dialogo ad oltranza. E dovete schierarvi definitivamente contro i nostri soldati in Iraq, per il loro ritiro e per la pace. Non quella a chiacchiere, ma quella reale, che comprende di chi sono i torti.

 

2) Smettetela con queste primarie che dovrebbero legittimare Prodi e non si sa chi altro e che cosa. La tratta dei leader... occupatevi del paese, dell’economia, del salario, delle pensioni, dei licenziamenti, dell’Alitalia, della Parmalat, del calcio, del razzismo, delle discriminazioni, degli affitti troppo cari, del lavoro che non c’è, dell’assistenza sanitaria, della scuola, del Sud, dei poveri, degli immigrati, della prostituzione, degli handicappati, della cultura della comunicazione, dei conflitti d'interessi, e di cambiare le leggi della destra una volta al governo.

 

3) Non c’è bisogno di lasciar far fuori i pacifisti per avere i nostri voti...

 

Dateci e diteci, semmai lo avete, il vostro progetto politico! Altrimenti assenteismo totale. Al voto d’aprile ed anche dopo.

 

redazione Namir

8 settembre 2004